Gattuso: “Nessun ultimatum dalla società: sento la fiducia dei dirigenti”

Gattuso: “Nessun ultimatum dalla società: sento la fiducia dei dirigenti”

Gennaro Gattuso, tecnico rossonero, ha dichiarato di sentirsi tranquillo sulla sua posizione lavorativa: “La mia preoccupazione più grande è la squadra”

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Oggi, al ‘Milanello Sports Center’ di Carnago (VA), il tecnico rossonero, Gennaro Gattuso, ha presentato in conferenza stampa Milan-Spal, gara in programma domani sera alle ore 20:30 a ‘San Siro’.

Uno degli argomenti principali della conferenza è stato, logicamente, la posizione lavorativa di Gattuso, definito da più fonti di informazione a rischio esonero nel caso in cui non dovesse conquistare la vittoria contro la Spal.

“Dal 1° luglio sento che devo andare via, che arriva un altro allenatore. I giocatori devono pensare a dare il massimo, non a pensare se io vado via o no – ha sottolineato Gattuso -. Parlo da inizio stagione con i dirigenti, sento la loro fiducia. Il primo a pagare quando non arrivano i risultati però è l’allenatore”.

Interpellato, poi, sulle sue volontà, in questo momento difficile per il Milan, Gattuso ha evidenziato: “Voglio continuare a lavorare, in questi mesi non sono stato qua a pettinare le bambole. C’è voglia di continuare un percorso coi ragazzi, il momento è negativo ma la testa non va al mio futuro – ha incalzato Gattuso -. Ringrazio chi mi ha dato questa possibilità. Anche quando le cose andavano bene ero sempre in discussione, l’importante è avere la squadra in mano. Il mio futuro è oggi, preparare la partita di domani, poi vedremo cosa succederà”.

Quindi, Gattuso è stato chiamato a rispondere sui presunti ‘silenzi’ della società, in questi giorni, in merito la sua posizione: “La società è importantissima, ma non solo per la figura dell’allenatore. Parlo ogni giorno con Paolo Maldini e Leonardo, ci guardiamo negli occhi, ci diciamo le cose che non vanno, con grande onestà. In questo momento sento vicinanza da parte loro – ha spiegato il mister -: normale che se andiamo ad analizzare bene che una squadra di calcio sente ogni giorno che Tizio e Caio devono andare via, che l’allenatore va cambiato, si va sempre alla ricerca degli alibi. Il sostegno della società io lo sento: siamo dentro casa, gli spifferi e le voci che sentiamo dobbiamo metterli da parte, dobbiamo essere compatti ed andare verso il nostro obiettivo”.

Infine, Gattuso ha messo parola fine a tutte le voci, sottolineando: “A me in questo momento nessuno ha dato un ultimatum, nessuno mi ha detto che se non vinco questa vado fuori. Quando si diceva, due-tre mesi fa, che ero in bilico, la società mi ha detto di continuare a lavorare e di non sentire le voci. Se la loro politica è di non parlare e di non dare nessuna spiegazione, non fa nulla. Io sono tranquillo: la mia preoccupazione più grande è che la squadra non riesce ad esprimere quello che vogliamo – ha concluso Gattuso -. Si parla con onestà con persone per bene. Ad oggi, i nomi che fate li fate voi. Da quando sono allenatore del Milan, da quando è cambiata la proprietà non mi hanno mai detto nulla, che se tra 5-6 giornate non vinco sono fuori e cose simili”.

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