Donnarumma involuto: lasciate sereno il baby fenomeno

Molti spesso dimenticano che è un ragazzo ancora minorenne. Gianluigi Donnarumma è ormai uno dei nomi più citati e chiacchierati da un anno a questa parte

di Redazione

Molti spesso dimenticano che è un ragazzo di diciassette anni. Gianluigi Donnarumma è oramai uno dei nomi più citati e chiacchierati da un anno a questa parte. Il talento rossonero, esploso poco più di un anno fa grazie a Mihajlovic che lo buttò nella mischia relegando in panchina lo spagnolo ed esperto Diego Lopez, è una delle colonne portanti di questo Milan targato Montella. Noto tifoso milanista fin da piccino, a diciotto anni ancora da compiere ha già realizzato il sogno di giocare nella sua squadra del cuore e di aver già alzato un trofeo (la Supercoppa a Doha) da protagonista.

Titolare inamovibile e trascinatore con le sue parate, è stato spesso acclamato dalla critica oltre che per il talento spropositato, anche perché fa parte di quel nucleo di giovani italiani sui quali Ventura sta plasmando la nazionale dei prossimi dieci anni. L’attuale periodo di flessione del Milan, più nei risultati che nelle prestazioni, vede anche un periodo di leggero appannamento del ragazzo: la critica non gli ha risparmiato gli errori, se così possiamo definirli, su alcuni gol recentemente subiti, ovvero quelli di Callejon a Milano di Dybala allo Juventus Stadium, attribuendoli non poche responsabilità. Errare humanum est, soprattutto per un ragazzo di diciassette anni.

Quando il Milan decise di puntare su di lui aveva messo in conto che, a quest’età e con certe pressioni, alcuni “errori” (a definirli tali viene il ribrezzo pensando al patrimonio calcistico di cui stiamo parlando) potevano accadere. Inoltre, il suo agente Mino Raiola non sta facendo sicuramente il bene del suo gioiello, anzi, è addirittura convinto del contrario: alimentare voci e desideri di mercato conditi da cifre milionarie può solo che destabilizzare il ragazzo.  Parafrasando e scomodando un genio calcistico come Marcelo Bielsa, “si impara e si cresce grazie alle sconfitte, non alle vittorie”, questo momento per Donnarumma e tutto il Milan rappresenta un’ulteriore e importante tappa crescita.

Il progetto tecnico di rinascita rossonera è già partito da un po’ e si sta incanalando verso i giusti binari: le fermate sono molte, nessuno ha mai detto fosse facile, veloce e indolore, altrimenti non sarebbe un progetto. Ieri è arrivata una sconfitta contro la squadra milionaria e dominatrice d’Italia, vero, ma si può perdere in tanti modi: essersi giocati la gara fino all’ultimo secondo in inferiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo, tenendo con l’acqua alla gola l’armata juventina, è un altro chiaro segnale che la meta non è più così lontana. E per meta si intende un Milan che torni a vincere in Italia e nel mondo praticando il “Bel Giuoco” tanto caro al Presidente e mantra di Vincenzo Montella.

Marco Baston

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