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Buon compleanno Maldini: la grande carriera della leggenda

Paolo Maldini, bandiera del Milan
Oggi, 26 giugno, Paolo Maldini compie 48 anni. Ripercorriamo la carriera dello storico capitano rossonero, tra tutti i suoi successi.

Stefano Bressi

BUON COMPLEANNO PAOLO!

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Oggi, in casa Milan, non è un giorno come tutti gli altri. Oggi è il 26 giugno e, quindi, è il compleanno di uno dei capitani più grandi della storia rossonera, è il compleanno di Paolo Maldini, l'eterno numero 3. Nato in questo giorno 48 anni fa, in una famiglia storicamente legata al Milan. Suo papà, Cesare, è stato un altro capitano rossonero, il primo italiano ad alzare la Champions League, all'epoca Coppa dei Campioni. Paolo inizia la carriera nel Milan con il peso dell'essere considerato un raccomandato, all'inizio è solo "il figlio di Cesare". Durerà poco questa situazione. Non ce ne voglia il grande Cesare, ma per molti poi è diventato "il papà di Paolo". Uno dei più grandi difensori della storia del calcio, "Paolino": sempre elegante, sempre composto. Un esempio per tutti, avversari compresi. Una carriera condita da tanti trofei, tante vittorie, e qualche sconfitta. Ripercorriamola insieme.

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L'ESORDIO E I PRIMI ANNI

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È il 20 gennaio 1985 quando, a sedici anni, Maldini viene convocato da Niels Liedholm per Udinese-Milan, complice l'assenza di Mauro Tassotti. Paolo non avrebbe mai pensato di esordire subito, ma invece l'allenatore lo manda in campo al posto di Sergio Battistini, infortunato. Dalla stagione successiva diventa titolare, giocando terzino sinistro. Il primo gol arriva solo alla terza stagione, il 4 gennaio 1987 in Como-Milan 0-1. I primi trofei arrivano con l'avvento in panchina di Arrigo Sacchi: nel 1988 il Milan vince lo scudetto, l'anno dopo la Coppa dei Campioni, da quel momento Maldini non smetterà più di sollevare trofei. Ovviamente fa parte della difesa degli "Immortali": Tassotti-Costacurta-Baresi-Maldini. Il capitano di quegli anni, Franco Baresi, è stato fondamentale nella crescita del numero 3. Nel 1990 arriva la seconda Coppa dei Campioni, vinta contro il Benfica. Per tornare sul tetto d'Europa dovrà aspettare quattro anni, ma nel 1994 ecco la sua terza coppa dalle grandi orecchie, in una partita stravinta dai rossoneri per 4-0 sul Barcellona. In questi quattro anni, però, non c'è stato digiuno di trofei: tre scudetti consecutivi dal 1991 al 1994, con Fabio Capello. Nel 1996 un altro scudetto, per un totale di cinque titoli nazionali e tre Coppe dei Campioni nei primi dieci anni di carriera, conditi da varie Supercoppe e Coppe Intercontinentali di mezzo. Numeri mostruosi.

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CAPITAN MALDINI

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Nel 1997 arriva l'addio al calcio di Franco Baresi e Maldini eredita la sua fascia da capitano, che non lascerà per ben 12 anni. I primi anni con la fascia al braccio non sono particolarmente esaltanti, anzi. Sono forse i peggiori della storia di Maldini al Milan. La squadra non vince e lui non esprime il meglio di sè. Per ottenere un nuovo successo bisognerà attendere il 1999, anno del centenario rossonero, con la conquista dello Scudetto con Zaccheroni in panchina. Titolo arrivato quasi per caso, con una rimonta del Milan ai danni della Lazio da fantascienza. Poco importa, è il primo trofeo di Maldini capitano, che si aggiunge a quelli degli anni precedenti.

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TRA MANCHESTER E ATENE

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Anche i primi anni 2000 non regalano grandi soddisfazioni. Il Milan e Maldini restano a digiuno per tre anni. Poi, nel maggio del 2003, precisamento il 28, arriva una vittoria che sazia la fame di tutti gli anni precedenti: quella di Manchester, in finale di Champions League, contro la Juventus. È la prima Champions sollevata da capitano. Il Milan non la vinceva dal 1994. Tre giorni dopo arriva anche l'unico trofeo che mancava nella bacheca di Maldini, la Coppa Italia. L'anno dopo il Milan vince lo scudetto, il settimo di Paolo e il diciassettesimo della storia rossonera. Nel 2007 è di nuovo Champions League, ad Atene contro il Liverpool in una rivincita della finale di due anni prima. È la quinta e ultima Champions di Maldini, solo Gento ne ha vinte di più. È anche l'ultimo grande trofeo, poi arriveranno solo la Supercoppa Europea contro il Siviglia e la Coppa del Mondo.

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LA GRANDE DELUSIONE: ISTANBUL

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Ma affinchè si possa parlare di epicità, ci devono essere anche momenti difficili da superare, complicati e quasi impossibili da mandare giù. Momenti in cui deve venir fuori il carattere dell'eroe, la propria personalità. Pochi dubbi, il momento più brutto della carriera di Paolo Maldini è a Istanbul, il 25 maggio 2005. Finale di Champions, Milan-Liverpool. I rossoneri conducono per 3-0 a fine primo tempo, il primo gol (ironia della sorte) l'ha messo a segno proprio l'eterno capitano, dopo appena 50 secondi. Tutti sanno come è andata a finire. Beffa doppia, vista la rete. Eppure, quando tutti sembrano voler abbandonare, quando persino un cuore rossonero come Gattuso pensa di abbandonare la nave, Maldini, da buon capitano di vascello, richiama tutti all'ordine: promette una rivincita, promette che il Milan tornerà sul tetto d'Europa. Il Dio del calcio lo ascolta, due anni dopo è vendetta.

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L'ADDIO AL CALCIO E IL PALMARES

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Tutte le storie hanno una fine, anche le più belle. La fine di questa storia è il 24 maggio 2009, quando Maldini gioca l'ultimo match con la maglia rossonera a San Siro. L'aria è diversa quel pomeriggio, si percepisce stia cambiando qualcosa. Della partita importa poco, è un Milan-Roma, per la cronaca. È solo il giorno di Maldini. "3 solo per te", la sua maglia segue quella dell'altro grande capitano che l'ha preceduto: il suo numero non sarà mai più indossato, come il 6 di Baresi. Qualcuno piange, ma l'aria è di festa. È giusto festeggiare la carriera di un campione, di un eroe, di una leggenda del calcio. Ciò che succede al secondo anello blu non ci interessa, non vale la pena raccontarlo. Una settimana dopo, a Firenze, si chiude definitivamente la carriera di Maldini, è il 31 maggio. Si conclude con 26 titoli vinti in 25 anni. Numeri da fenomeno. Nel dettaglio: 7 Scudetti, 5 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Italia, 5 Champions, 5 Supercoppe Europee, 3 Coppe del Mondo.

Cos'altro dire? I numeri parlano da soli. Solo e ancora una volta: buon compleanno eterno capitano!

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