Brocchi, sì al trequartista: “Ma è più importante il gruppo del singolo”

Brocchi, sì al trequartista: “Ma è più importante il gruppo del singolo”

Cristian Brocchi, in conferenza stampa alla vigilia di Sampdoria-Milan, ha parlato a lungo del modulo 4-3-1-2, che riproporrà già a Marassi

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Cristian Brocchi Milan

Un primo segno di discontinuità tra il Milan di Sinisa Mihajlovic e quello di Cristian Brocchi, che debutterà domani sera allo stadio ‘Luigi Ferraris’ di Genova contro la Sampdoria di Vincenzo Montella, sarà rappresentato dal modulo con cui i rossoneri scenderanno in campo. Niente più 4-4-2, bensì sarà fatto (nuovamente) spazio al 4-3-1-2.

Un assetto tattico che, ad onor del vero, Mihajlovic aveva tentato di proporre (con scarsi risultati) ad inizio campionato. “Non posso parlare delle scelte di Mihajlovic nelle prime partite. Posso dirvi che nella mia idea il trequartista deve rimanere in quella posizione, anche in fase di non possesso – ha sottolineato Brocchi -. Io chiederò alla squadra di aggredire sempre alto, di occupare quegli spazi piuttosto che tornare indietro di 40/50 metri”. Il dubbio grande, in casa Milan, è chi, adesso, potrà ricoprire quella posizione: tra Jérémy Ménez, Keisuke Honda e Giacomo ‘Jack’ Bonaventura, potrebbe spuntarla proprio quest’ultimo.

“C’è la possibilità che lui faccia il trequartista e secondo me lui ha le caratteristiche per farlo – ha evidenziato il nuovo mister rossonero -. Certo, avrà bisogno di un aiuto dal resto della squadra. Quando tutti avranno capito bene i concetti e i principi che chiedo, lì possiamo mettere un trequartista vero o addirittura anche una mezz’ala. Una volta che capisci come e dove muoverti, tutto diventa più semplice”. Di certo, Brocchi avrà bisogno di qualche giorno di tempo per rodare tutti gli elementi a disposizione nella propria rosa. Anche se, naturalmente, da uomo intelligente, e di campo, qual è, ha già stilato le sue prime valutazioni.

“In questi giorni ho provato alcune situazioni, ma io da allenatore ho bisogno di conoscere i singoli giocatori. Ho fatto degli esperimenti delle prove. Tutti avete scritto delle cose, delle formazioni, ma io sono molto chiaro e diretto e quindi vi dico che in settimana c’è sempre un’idea di squadra titolare, ma io non ho pregiudizi, anzi, se mi fanno vedere segnali importanti posso fare dei cambiamenti – ha concluso Brocchi -. In settimana ho avuto segnali importanti, dall’altra formazione, vedremo cosa fare sulla base di tanti fattori. Non voglio stravolgere niente, non sono un pazzo. I giocatori hanno delle certezze, ma non devono avere sicurezze. Qui non ci sono titolari inamovibili, per me è più importante il gruppo che il singolo”.

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