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Berlusconi, il presente del Milan è di terza classe

Silvio Berlusconi, Presidente del Milan (credits: GETTY Images)

Silvio Berlusconi assiste impotente al declino del Milan, sul quale, secondo 'La Repubblica', peserebbero molto il suo operato e le sue scelte

Daniele Triolo

"Impietosa l'analisi mattutina de 'La Repubblica' dopo l'ennesima sconfitta stagionale del Milan, ieri battuto e surclassato al 'Bentegodi' dall'Hellas Verona 'felicemente retrocesso' dopo tre campionati consecutivi nella massima serie. Il Milan sarebbe “ripiegato da ormai tre anni sul proprio passato extralusso”, si legge sul quotidiano, perché si “preferisce non guardare un presente di terza classe”. Dopodomani, però, giovedì 28 aprile, sarà piuttosto crudele l'assemblea degli azionisti, che dovrà certificare un bilancio 2015 in passivo, a quanto pare, di 89,3 milioni, e, di fatto, certificare la fine dell'epopea di Silvio Berlusconi alla guida del club rossonero.

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"Berlusconi secondo 'La Repubblica', nei giorni del tramonto politico di Forza Italia, rischia di vivere, anche in ambito sportivo, con il Milan, lo stesso identico processo di tramonto: “Il ribaltone con l’allenatore della Primavera, Cristian Brocchi, al posto di Sinisa Mihajlovic prima esaltato e poi ripudiato, l’ha voluto lui, il patriarca convinto di potere imporre le mani su giocatori bolsi e sfiatati per trasformarli in fuoriclasse – si può leggere nella dura invettiva sul quotidiano in edicola stamattina -: l’egoista sommo Jérémy Ménez, Kevin-Prince Boateng sottratto all’esilio arabo, Mexes spettatore ben pagato. Brocchi, che è apprendista assai più preparato di quanto le circostanze stiano facendo sembrare, cerca di mediare tra le proprie convinzioni tattiche, l’imperativo di spettacolo del padrone e la scomoda realtà”. Unica ancora di salvezza per il Milan, insomma, sarebbe la cessione ai cinesi.

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