Arbitri, UEFA e mercato: è ora che il Milan torni a farsi rispettare

Arbitri, UEFA e mercato: è ora che il Milan torni a farsi rispettare

La gara di ieri è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: episodi dubbi e decisioni rivedibili. E’ ora che il Milan torni a farsi rispettare

di Alessio Roccio, @Roccio92

E’ stato un risveglio molto amaro quello di oggi, l’indomani della sconfitta nella Supercoppa Italiana contro la Juventus. A Jeddah, ieri sera, il Milan ha disputato una buona partita, tenendo testa alla squadra più forte d’Italia e a una delle più forti d’Europa. Insomma, l’impresa – almeno sulla carta – era decisamente complicata, ma quello che ha lasciato maggiormente l’amarezza in casa rossonera è stata la gestione della gara di Luca Banti.

L’arbitro toscano era stato protagonista di critiche piuttosto importanti da parte di Massimiliano Allegri a fine dicembre, dopo che il direttore di gara diede il rosso a Bentancur in Atalanta-Juventus. Critiche che forse possono aver inciso nella gestione della gara di ieri. Sia chiaro nessuno pensa ad un complotto anti Milan, ma forse Banti non era l’uomo maggiormente indicato a dirigere una gara così delicata, visto il precedente fresco di Bergamo.

Gestione dei cartellini sbagliata – e ne ha parlato anche Romagnoli – episodi dubbi controllati al VAR senza un criterio preciso e omogeneo. Rino Gattuso e il capitano rossonero hanno parlato delle proteste civili dei giocatori del Milan, a cui hanno fatto seguito un atteggiamento minatorio di Banti, che minacciava di estrarre cartellini. E così è stato. Paradossale il giallo a Romagnoli, che da capitano può assolutamente comunicare col direttore di gara.

Episodi che decidono le gare, le qualificazioni e in questo caso i trofei. Kessié fa un fallo (brutto, scomposto) e viene cacciato dal campo anzitempo, dopo che Banti si consulta con Guida al VAR. Matuidi fa lo stesso con Calabria, e il francese non viene nemmeno ammonito. Ancora più clamore fa la scelta finale: sul contatto Conti-Emre Can, il fischietto toscano non va nemmeno a vedere le immagini, che forse gli potevano schiarire maggiormente le idee.

Il Milan sembra non contare più come una volta. L’UEFA che a giugno ci condanna, lasciandoci fuori dall’Europa, salvo poi dover fare i conti con la sentenza del TAS di Losanna. Arbitri che anche in Europa lasciano decisamente a desiderare e – in attesa dell’esordio del VAR europeo – commettono errori imperdonabili. Lo scorso anno lo ‘scandaloso’ rigore dato all’Arsenal per un non contatto tra Rodríguez e Wellbeck. Quest’anno accade la stessa cosa ad Atene: il penalty fischiato ai danni di Abate mette i brividi solo a rivederlo.

In quella occasione Leonardo si fece sentire, ma le sue parole sono ricordate più per la lamentela contro i megafoni dei tifosi greci, che per gli errori di Bastien. L’impressione è che i rossoneri devono con forza tornare a far sentire la propria voce. A farsi rispettare. Perché così andare avanti diventa davvero dura.

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