Ambrosini: “Closing? Son curioso. Le critiche mi hanno stupito”

Ospite alla presentazione di un libro, l’ex centrocampista di Milan e Fiorentina, Massimo Ambrosini, ha parlato ai microfoni dei giornalisti presenti.

di Nicholas Reitano, @NicoReitano

Ospite alla presentazione del libro “Papà, Van Basten e altri supereroi”, l’ex centrocampista di Milan e Fiorentina, Massimo Ambrosini, ha parlato ai microfoni dei giornalisti presenti. Queste le sue dichiarazioni. “Il Milan ha fatto parte della mia vita per 20 anni, sono qui con grosso piacere. Tutte le volte che si parla di Milan mi rendo conto sia stata parte fondamentale della mia vita, quasi metà della vita, 20 anni, ne faccio 40 tra un mese – ha detto Ambrosini – Sono quelle emozioni che tramite questo libro, con aneddoti e storie, rileggi e ti vengono in mente: è bello, molto bello”.

“Donnarumma? Gigio è pazzesco, un personaggio: non arrivi a destare attenzioni con doti tecniche, ti rendi conto di avere a che fare con un ragazzo ben strutturato. Questo fa si che l’attenzione sia maggiore: parli con uno che lo guarda e si emoziona, quindi questo basta. Locatelli? Credo che sia un ragazzo che ha fatto tantissimo all’inizio, l’infortunio di Montolivo e il fatto che sia stato promosso titolare non so quanto gli abbia giovato, nel senso che magari gli ha dato un carico di responsabilità che lui non era giusto si prendesse in quel momento per la sua crescita, è dovuto andare avanti bruciando passo su passo. E’ un ragazzo che mi piace molto, che ha personalità e che come Donnarumma mi sembra abbia una qualità gestionale di determinati momenti, è ben educato e non si è fatto travolgere quando è stato ingiustamente criticato per 2/3 partite. Le qualità le ha, così come la conoscenza per giocare ad un livello più alto rispetto alle giovanili: è in buone mani per me”.

“Il closing? La vivo con curiosità, come tutti voi e come chi è interessato a capire come va a finire questa faccenda – ha affermato Ambrosini – Dirigenti, anche ragazzi che lavorano dentro la società di cui ci si scorda che devono lavorare, oltre che a allenatore e giocatori, che secondo me risentono in maniera più distaccata di questa situazione. Come giustamente ha detto Vincenzo Montella, alla squadra dal punto di vista pratico non è mai mancato il supporto, per tutta quella che è la logistica: poi gli allenatori, i giocatori e l’ambiente Milan hanno bisogno di sapere come andranno le cose. Montella merita la conferma? Assolutamente. Il Milan in Europa? È lì, con merito. Montella, considerate tutte le vicessitudini e le limitazioni a livello di mercato, ha tirato fuori il meglio da questa squadra. Il Milan riesce sempre a stare in campo con dignità, non ricordo difficoltà clamorose, riesce sempre a non essere sovrastato: ha sofferto, ma ha delle qualità che gli permettono in una partita difficile di tornare dopo 10-15 minuti”.

“Io al Milan? Eventuali colloqui è giusto farli, poi dipende dai ruoli, non puoi pensare di poter chiudere una porta a prescindere: se volessero parlare con me non lo so, sono discorsi prematuri, prima dovranno pensare ad altro. Le critiche? Un po’ mi hanno stupito in primis, perchè al di là di tutto le ritenevo strane: non penso di aver fatto qualcosa per meritare un’attenzione di un certo tipo, anzi. Penso di esser sempre stato obiettivo e oggettivo nel valutare l’operato della squadra, sinceramente mi è dispiaciuto: il Milan è un pezzo della mia vita e vedere che qualcuno abbia preso l’occasione per insultare mi ha dato un po’ fastidio, ma siamo umani”.

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