A Gattuso almeno la liquidazione. E sul futuro di Elliott…

A Gattuso almeno la liquidazione. E sul futuro di Elliott…

Carlo Festa fa il punto della situazione in casa Milan, tra liquidazione per Gattuso e futuro di Elliott. Ecco il pezzo dell’esperto.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

ULTIME MILAN – Qualche conto sugli ultimi passaggi e trasferimenti in casa Milan. Rino Gattuso ha detto addio al Milan dopo un anno e mezzo. Il campione del mondo ha deciso di lasciare la squadra che ha guidato al termine di un confronto con l’amministratore delegato Ivan Gazidis. Con lui è stato ufficializzato anche l’addio di Leonardo. Gattuso quindi ha rinunciato ai tanti milioni in due anni previsti dal contratto che scade nel 2021.
Scelta che fa onore a Gattuso che lo ha fatto anche per garantire al suo numeroso staff (a cominciare dall’allenatore in seconda Luigi Riccio, amico della prima ora di Gattuso) compensi per oltre 4 milioni di euro. Ovviamente Gattuso non uscirà dal Milan senza un euro di buonuscita: almeno la liquidazione, quella, gli verrà corrisposta, come è giusto che sia: quest’ultima, secondo i rumors raccolti dal Sole 24 Ore, sarebbe di 1,85 milioni di euro. Nel frattempo l’Ad Gazidis si sta muovendo per il nuovo Ds, che dovrebbe essere ufficializzato a breve, mentre per il ruolo di allenatore l’identikit è quello di un quarantenne pronto a valorizzare i giovani talenti.

Infine un ragionamento da cronista finanziario: Elliott dice che non vuole vendere il Milan da qui a qualche anno, ma tenerne la proprietà per farlo crescere. Ma quanto ha sostenuto di voler fare Elliott non ha una logica finanziaria, bensì sportiva. Mi spiego meglio: una logica di questo tipo la potrebbe avere un ricco privato che vuole investire sul calcio. Ma non mi sembra nella logica finanziaria di un fondo d’investimento. Il motivo è semplice: andare avanti vuol dire mettere altri soldi, tanti comunque, e alzare il valore di carico del Milan come investimento. Vorrebbe dunque dire rischiare. Un fondo d’investimento, per come la vedo io (ma è una mia considerazione), si muoverebbe invece in altro modo: aspetterebbe l’eventuale sanzione dell’UEFA, metterebbe la squadra nelle condizioni di fare un buon campionato e poi venderebbe, se non quest’anno, all’inizio del prossimo anno. Vedremo se mi sbaglio.

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