LIVE PM – Gattuso: “Firmerei per avere sempre questi Biglia e Bonucci. Impressionato da Calhanoglu”

LIVE PM – Gattuso: “Firmerei per avere sempre questi Biglia e Bonucci. Impressionato da Calhanoglu”

Gennaro Gattuso presenta SPAL-MILN in conferenza stampa a Milanello. Ecco i temi principali della sfida di domani a Ferrara: le sue dichiarazioni

di Edoardo Lavezzari, @Edolave

Finisce qui la conferenza

André Silva: “Lui o Cutrone? Domani lo vedrete. André può fare molto di più, lo alleno, vedo cosa sa fare, ma in questo momento lui e tutti i nostri attaccanti hanno bisogno di trovare il gol. E’ un ragazzo che ci sa fare, ha grandissima qualità, sta a me, al mio staff e alla società metterlo in condizione di esprimersi al massimo. Lui, come Kalinic e Cutrone, non stanno vivendo un momento felicissimo perchè non riescono a trovare il gol, ma sono tutti giocatori importantissimi”.

Bonucci: “E’ normale aspettarsi di più, è un campione, uno dei più forti al mondo da sette anni. Sta giocando molto bene, di reparto, me li tengo belli stretti lui e Biglia”.

Biglia: “Cosa vi aspettate da lui, fatemi capire? Ogni volta che parlate di lui sembra che fa partite penose, che non sta impiedi, ma sono 4/5 partite che fa 12 KM a partita, non fa un passaggio sbagliato, ci dà un equilibrio pazzesco. Se andate a vedere il Biglia della Lazio era lo stesso giocatore di queste ultime 5/6 partite, non è mai stato un giocatore dal passaggio di 70/80 metri. Io ci metto la firma per avere sempre questo Biglia”.

Il suo lavoro sui singoli: “Non credo di avere meriti particolari. La mia bravura è stata quella di credere fortemente che questa squadra doveva alzare l’asticella in allenamento e lavorare come piace a me: grande intensità, poche pause, un’ora/un’ora e quarto ad andare a cercare situazioni che poi si vedono in partita. Il merito è loro, ho visto gente stanca, che non ce la faceva più, che ha continuato a stare sul pezzo, anche con la lingua di fuori. Se molti sono migliorati è anche per questo. Calhanoglu, Suso, Bonaventura, Romagnoli, tutti sono migliorati. Diciamo che Hakan non me lo aspettavo con una gamba così importante, vedevo il tiro e la balistica, ma pensavo fosse lento invece quando apre e strattona apre il campo, non mi aspettavo un giocatore così completo”.

La crescita della difesa: “Siamo partiti con la didattica, poi abbiamo iniziato a lavorare in campo anche su singole situazioni su quello che crediamo. Dico spesso che questa crescita è merito dei ragazzi ed è vero perchè loro ci credono fortemente. Senza la disponibilità dei giocatori a livello didattico diventa anche noioso, adesso proviamo delle cose anche con play e mezz’ali ed è meno noioso, ma qualcosa su cui dobbiamo continuare a lavorare, quasi tutti i giorni, vogliamo automatismi perfetti”

Come affrontare questo periodo decisivo: “Bisogna fare risultati da subito e dare continuità, perchè quando vinci affronti tutto con più serenità, poi sarà importante recuperare energie e non sbagliare gli interpreti che si mandano in campo”.

Le qualità da allenatore: “Restare 10 anni? Non è un buon segno [ride ndr]. Nel calcio se perdi una o due partite ritorno subito quello che non capisce nulla, in vent’anni da calciatore ho sentito di tutto su di me, che avevo due ferri da stiro, che sapevo solo correre, che non potevo giocare nel Milan e questo mi ha dato solo forza. Ho cominciato questo mestiere perchè mi piace, mi piace aggiornarmi mi piace mettere in pratica cose nuove. C’è gente in 20 anni un campionato non lo ha mai vinto, io uno dalla C alla B con budget da un milione e mezzo, contro squadre che spendevano 6 milioni l’ho vinto, se poi vogliamo dire che Gattuso è solo cuore e grinta va bene”.

Un mese decisivo: “A me piacerebbe giocare 4-2-4, tutti all’arrembaggio, ma bisogna sempre mettere una squadra che non soffre troppo l’avversario. Nel calcio non si decide nulla, bisogna preparare le partite, farsi il segno della croce e scendere in campo e giocare al massimo, perchè rischi di perdere anche con la squadra più scarsa di tutte”.

La classifica: “Noi dobbiamo pensare a vincere le nostre partite, quando rincorri perchè la classifica è quella che è, se pensi a una partita come quella con l’Udinese che hai in mano e stai vincendo e poi non vinci, non c’è molto da fare. Il nostro obiettivo settimana scorsa era la Sampdoria, adesso c’è anche l’Atalanta davanti a noi. Non possiamo pensare alle altre, ma solo a noi stessi. Il mio obiettivo, adesso, è portare questi giocatori al valore che avevano quando sono arrivati, farli giocare tutti assieme ed essere una squadra, poter dar fastidio a tutti”.

Tiago Dias e il paragone con Suso: “Sono giocatori diversi, Tiago è un motorino, va via con la velocità, ma sicuramente non ha la classe di Suso. Fa un po’ di casini con il pallone, deve crescere tatticamente, ma il fatto che si allena con noi dimostra che ci crediamo, ma di strada deve farne ancora molta. Portarlo in prima squadra? Sappiamo che Suso non può fare tutte le partite, ci stiamo pensando, ma non vogliamo metterci i punti prima di spaccarci la testa”.

I musi lunghi: “Sono contento, ci siamo. I musi lunghi ci saranno sempre in una squadra di calcio, è normale, un allenatore dovrebbe preoccuparsi se non ci fossero. La bravura di un allenatore è spiegare, far capire, non prendere in giro, a me dava fastidio se un allenatore lo faceva quando giocavo. L’importante è lavorare sempre con grande professionalità”.

Il momento del Milan: “Da quando sono arrivato penso solo una partita alla volta, senza fare calcoli, anche nel turnover. Sono contento per come vedo i ragazzi, per come tengono il campo per la voglia che ci metto, poi in settimana avete cavalcato l’onda delle sei espulsioni, ma può essere una coincidenza. I numeri dicono questa non è una squadra fallosa, ci siamo cascati e due espulsioni sono state decise dal VAR, le altre sono doppie ammonizioni. Dobbiamo usare di più l’esperienza”.

Kalinic: “Ha solo un’infiammazione, ci convive da qualche settimana, abbiamo preferito farlo riposare per evitare guai ulteriori. Lo lasciamo riposare, per fargli sfiammare questo dolore al pube, ma lo abbiamo preso in tempo. Di sicuro c’è solo la morte, il resto lo vedremo: c’è Cutrone, c’è André Silva e anche Borini, che per me può anche fare la prima punta, non ci piangiamo addosso”.

La catena di sinistra: “Prima di contestavate tutti, adesso Bonaventura e Calhanoglu stanno giocando con continuità è normale che stiano funzionando, stanno capendo che non devono stare sulla stessa linea, come si devono muovere. Poi Rodriguez può fare molto di più, ce l’ha nelle gambe e nella testa”.

La SPAL: “E’ una squadra che conosco bene, due anni fa in Lega Pro sono arrivati primi, noi secondi, l’anno scorso in Serie B uguale. Sono una squadra molto fisica, che spinge molto con gli esterni, messa bene in campo e che sa bene quello che deve fare, giocano anche in uno stadio rinnovato, una bomboniera: sappiamo che domani è una partita difficile”.

Si comincia, dal lavoro in settimana: “Abbiamo dato due giorni liberi, perchè era l’ultima settimana prima di un ciclo da nove partite in un mese abbiamo visto anche con i nostri strumenti di analisi che certe volte è più importante riposare che lavorare. I ragazzi sono arrivati bene, meno stanchi e più brillanti, sono molto soddisfatto, ma dovremo confermare il lavoro domani”.

dal nostro inviato, Edoardo Lavezzari

Domani, alle ore 15:00, il Milan di Gennaro Gattuso sarà di scena allo stadio ‘Paolo Mazza’ di Ferrara contro la SPAL di Leonardo Semplici. Ques’oggi, alle ore 14:30, il tecnico rossonero presenterà, nella consueta conferenza stampa della vigilia a Milanello, i temi principali della gara contro la compagine biancazzurra. Restate su ‘Pianeta Milan’ per non perdervi neanche una dichiarazione del mister!

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