F. Galli: “Niente paura nel lanciare i giovani. Esempi? Donnarumma e Plizzari”

F. Galli: “Niente paura nel lanciare i giovani. Esempi? Donnarumma e Plizzari”

Filippo Galli, responsabile del Settore Giovanile del Milan, è intervenuto al convegno ‘Saranno Famosi’ di Crema: le dichiarazioni più importanti

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Filippo Galli Milan Saranno Famosi

Filippo Galli, ex difensore del Milan negli anni Ottanta e Novanta, ed attuale responsabile del Settore Giovanile del club di Via Aldo Rossi, è intervenuto questa mattina, al teatro ‘San Domenico’ di Crema, in occasione del convegno ‘Saranno Famosi, la strada verso il successo‘ organizzato dal Trofeo Dossena, in collaborazione con A.C. Milan e La Gazzetta dello Sport. Queste le sue dichiarazioni più importanti:

Sulla sua adolescenza: “Poco prima dei 16 anni sono arrivato al Milan. Ho sempre messo la scuola al primo posto ed ho fatto sempre sacrifici per lo studio. Sono sempre stato tifoso rossonero. Mi ha aiutato a crescere unire l’impegno scolastico e quello dell’allenamento. Facevo la scuola serale e poi al mattino studiavo, poi prendevo il pullman a Piazzale Lotto per allenarmi e poi andavo a scuola. La passione e la voglia aiutano a superare i sacrifici: sono arrivato a laurearmi”.

Sul modo migliore di crescere i giovani: “Noi adulti dovremmo essere in grado di tirar fuori il talento dei ragazzi. Farli capire che hanno talento e di dimostrarlo in campo. Gli adulti, dagli allenatori in poi, sono molto importanti. La più importante è la famiglia che deve essere educata ad educare i figli a dimostrare il talento. I giovani – ha sottolineato Galli – vanno stimolati, e non bisogna avere paura di lanciarli: gli esempi? Donnarumma e Plizzari”.

Sull’importanza delle regole nello sport: “Lo sport è importante per educare al rispetto delle regole. Si parla di gruppo non perché ci siano degli obiettivi da raggiungere insieme, ma come amici, persone da tenere affianco durante la vita di tutti i giorni. Che servono per crescere molto a livello individuale. Il Milan è prima una famiglia, poi una squadra”.

Sul ruolo dei portieri nel calcio moderno: “Oggi i portieri devono essere bravi sia a parare che a gestire il reparto difensivo e con i piedi. Bravi Gigi (Donnarumma, n.d.r.) e Alessandro (Plizzari, n.d..r) a tenere i piedi per terra e non a perdere la testa. Ora i portieri devono essere molto bravi con i piedi per via degli schemi tattici studiati così. Al Milan si allenano con i piedi ed è molto importante, ma gli schemi non sempre considerano questa tattica”.

Sul calcio femminile: “L’Italia sta cominciando ora ad accrescere quel settore. Manca la cultura e bisogna mettere le basi”.

Sull’attuale momento del Milan ha detto: “Non è questione soltanto di giocatori, ma di progetto. Ora qualcosa c’è e stiamo tornando a fare bene. Ringraziamo Mihajlovic per il percorso fatto fino a qui e che ci ha portato alla finale di Coppa Italia. C’è ancora speranza di far bene anche in campionato”.

Sui giocatori del suo tempo a cui è rimasto più legato: “Baresi, Tassotti. I compagni sono sempre delle risorse. Van Basten, Rjikaard e Gullit grandi giocatori che hanno aiutato il gruppo”.

dal nostro inviato al teatro ‘San Domenico’ di Crema, Edoardo Lanzi

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