Paletta come Alex, da riserva a certezza

Paletta come Alex, da riserva a certezza

Gabriel Paletta, che, tornato dal prestito all’Atalanta, era uno dei possibili partenti ma è stato convinto a restare dal mister Vincenzo Montella

di Redazione

Per costruire un palazzo, o, meglio un grattacielo è necessario che le fondamenta siano solide, per poter durare sia in ottica presente che futura. La regola del palazzo vale anche per una squadra di calcio, che deve essere assemblata partendo dalla difesa.

In Italia per vincere il tricolore è statisticamente provato che occorre, quasi sempre, terminare la stagione con la miglior difesa. Certo il Milan di quest’anno non può ambire alla vittoria dello scudetto, ma sta ponendo delle basi solide almeno per tornare in Europa (obiettivo minimo  stagionale):  già dalla scorsa stagione i rossoneri hanno cercato di rinforzarsi nel reparto arretrato vedi l’investimento di 25 milioni per Alessio Romagnoli e trovando nel settore giovanile due ragazzi che possono rappresentare la spina dorsale anche in un futuro lontano ossia Calabria e Donnarumma. Ma questi bravi ragazzi vanno guidati per evitare che possano commettere errori di inesperienza e affinchè possano rendere al meglio.

L’anno scorso la svolta nella stagione del Milan è arrivata dopo lo 0-4 subito dal Napoli, quando all’Olimpico di Torino, debuttò la coppia di centrali Alex-Romagnoli. Dopo infatti le prime partite in cui furono alternati Zapata ed Ely, i rossoneri di Sinisa Mihajlovic riuscirono a trovare una buona solidità (oltre poi al lancio di Donnarumma) grazie al duo formato dall’ex Chelsea e dal giovanissimo classe ’95, visto che quando c’era da fronteggiare avversari forti fisicamente Alex aveva molto spesso la meglio, invece quando occorreva la velocità e il dinamismo in determinate chiusure, Romagnoli ha dimostrato di valere tutti i soldi spesi per acquistarlo. Le partite in cui poi si sono alternati Zapata o Mexes al fianco di Romagnoli, non hanno sempre dato esiti positivi, ecco perché la coppia migliore dello scorso anno era quella formata con Alex. Il giocatore, che nell’estate precedente sembrava destinato a lasciare Milanello (dopo una stagione piena di infortuni) ha dimostrato il suo valore ed è rimasto nei cuori dei tifosi anche per i suoi 3 goal stagionali, di cui uno decisivo nel derby vinto 3-0. Alex, che fu consigliato al Milan da Ancelotti e spalleggiato anche da Thiago Silva, è stata una guida preziosa per la maturazione di Romagnoli.

L’addio sia di Alex che di Mexes, oltre all’infortunio di Zapata, ha riproposto il quesito nell’estate 2016: chi affiancherà Alessio? Il Milan ha cercato di prendere Musacchio, ma non potendo contare ancora sulla liquidità cinese, ha preferito rinunciare vista la richiesta di 30 milioni del Villarreal. I rossoneri, però, non sapevano di avere il rinforzo già in casa, ovvero Gabriel Paletta, che, tornato dal prestito all’Atalanta, era uno dei possibili partenti ma è stato convinto a restare dal mister Vincenzo Montella. L’italo-argentino giunto al Milan nell’ultimo giorno della sessione di mercato invernale del 2015, nei primi mesi aveva alternato ottime prestazioni a gare non perfette, forse dettate anche dall’inesperienza della squadra allora allenata da Inzaghi. Paletta, che era arrivato per un solo milione, visto il fallimento del Parma (che in passato chiedeva 35 milioni per la sua cessione), con l’arrivo di Mihajlovic ha preferito andare a giocare con continuità in prestito. La stagione all’Atalanta è stata molto positiva, in particolare nelle due gare col Milan, in cui Gabriel ha praticamente annullato il suo attuale compagno di squadra Carlos Bacca.

Senza saperlo, il Milan ha “comprato” un gran bel difensore centrale, visto che Gustavo Gomez è ancora giovane e come sottolineato dallo stesso Paletta, ha bisogno di adattarsi al nostro calcio. L’argentino nella prima gara stagionale aveva fornito una prestazione da 7 in pagella, se non fosse stato per la macchia finale dell’espulsione, che ha rischiato di far pareggiare il Torino col rigore finale e che si è trasformato in una squalifica pesante per la gara persa al San Paolo di Napoli. L’assenza contro gli azzurri si è sentita parecchio e Montella ha capito ancora di più l’importanza del suo difensore, schierandolo sempre titolare e le sue prestazioni sono state un crescendo: a partire dall’amichevole col Bournemouth in cui ha coperto i buchi lasciati da Rodrigo Ely, fino al ritorno in campionato in cui si è imposto con autorevolezza. Con l’Udinese è stato uno dei più positivi, visto che ha rischiato anche due volte di trovare la rete, a Genova ha annullato Quagliarella ed aiutato Romagnoli a limitare Muriel, con la Lazio è stato superbo nel salvare una rete a Keita, a Firenze molto tosto e caparbio per limitare l’attacco viola, fino ad arrivare alla rete decisiva di ieri col Sassuolo.

Un goal arrivato in un momento particolare per il Milan, visto che ha sancito la straordinaria rimonta contro la sua bestia nera e in un periodo bellissimo per Paletta, vista la nascita della sua seconda figlia (Esmeralda) avvenuta pochi giorni prima. Prima del Sassuolo il Milan aveva mantenuto la porta inviolata per tre gare di fila e il merito non è solo di Donnarumma, ma di tutta la difesa che ha trovato in Paletta il suo leader: Paletta come Alex ma anche come Yepes. Infatti il goal dell’italo-argentino, ieri, ha regalato i tre punti contro di Francesco come fece il difensore colombiano, in quel di Lecce, completando l’opera dopo la tripletta di Boateng il 23 Ottobre 2011.

Emanuele Landi

 

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