Romagnoli, manca l’ultimo step: il Milan ha bisogno del suo capitano

Romagnoli, manca l’ultimo step: il Milan ha bisogno del suo capitano

Alessio Romagnoli, capitano del Milan, è chiamato in questa stagione a un salto di qualità definitivo dopo la parentesi con la Nazionale di Mancini

di Salvatore Cantone, @sa_cantone

ULTIME MILAN – Dopo una settimana di sosta per le gare delle Nazionali, il Milan torna a giocare al Bentegodi di Verona contro l’Hellas in una partita molto importante che arriva prima del derby, in programma il 21 settembre prossimo.

Al centro della difesa, come sempre, ci sarà Alessio Romagnoli, che ha appena iniziato la sua quinta stagione al Milan, la seconda da capitano. E’ innegabile come il numero 13 sia uno degli elementi principali della squadra, infatti è considerato inamovibile da Marco Giampaolo, così come è stato con Gattuso. Nel corso della stagione potrebbero alternarsi al suo fianco Mateo Musacchio, Leo Duarte e Mattia Caldara, che dovrebbe rientrare a novembre dall’infortunio, ma la cosa certa è che sarà Alessio a guidare la difesa rossonera per tutta la stagione.

L’ex Sampdoria è tornato dalla pausa delle Nazionali con sentimenti contrastanti. Con il brutto infortunio di Giorgio Chiellini si è aperta infatti una voragine al centro della difesa dell’Italia: nella prima gara contro l’Armenia è stato scelto proprio Romagnoli, che secondo alcuni ha peccato in personalità, mentre nella seconda contro la Finlandia è stato proposto Acerbi, che secondo alcuni è più “chiellinizzato” e più adatto ad affiancare Bonucci.

Ora a prescindere dalle caratteristiche diverse di ciascun giocatore, probabilmente al calciatore del Milan manca l’ultimo gradino per diventare uno dei difensori più forti del panorama europeo. Ha tutti i mezzi fisici e tecnici per riuscirci, ma probabilmente bisogna migliorare nella personalità, in modo da guidare la squadra rossonera verso traguardi importanti. Nella scorsa stagione ci sono stati dei cali di tensione che sono costati cari (come ad esempio i due derby) e dunque c’è bisogno evidentemente di una maggiore sicurezza e consapevolezza dei propri mezzi, che però non devono degenerare in eccessive proteste nei confronti dell’arbitri (nella scorsa stagione è stato il capitano più ammonito in Serie A per proteste).

Insomma, Alessio è chiamato all’ultimo step per consacrarsi definitivamente e per conquistare da titolare anche la Nazionale di Roberto Mancini. Con Giampaolo la strada da percorrere sarà in discesa, visto che il tecnico cura con particolare attenzione la fase difensiva: la speranza è che il capitano del Milan possa portare nuovamente la squadra in Champions League, cioè un palcoscenico che il numero 13 merita di calpestare. Solo così si potrà fare il salto di qualità definitivo. Intanto, in vista della partita contro il Verona, ci sono delle novità importanti su Paqueta, continua a leggere >>>

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