Ibrahimovic c’è, i gol no: Milan, ecco le possibili soluzioni

Ibrahimovic c’è, i gol no: Milan, ecco le possibili soluzioni

Zlatan Ibrahimovic è sbarcato a Milano, ma il Diavolo ha lo stesso problema: fare gol. La partita contro la Sampdoria ha dimostrato che serve altro davanti

di Alfredo Novello

NEWS MILAN – “Ibrahimovic si è mosso bene, ci sarà la possibilità di giocare con un altro attaccante di fianco a lui”. Così Stefano Pioli, in conferenza stampa, rispondeva alle domande dei giornalisti, riguardo la prestazione di Ibrahimovic contro la Sampdoria. Se lo svedese può essere la chiave di volta dei problemi offensivi rossoneri, i quaranta minuti giocati contro i blucerchiati hanno messo in luce quanto ci sia bisogno di più presenza attorno a lui.

Sono 8 le reti messe a segno dall’attacco del Milan in 18 giornate, numeri tutt’altro che positivi e che hanno spinto Boban e Maldini a stringere per lo svedese e a riportarlo sotto il Duomo. Ma con l’arrivo di Ibrahimovic, come deve giocare il Milan? Tenere il 4-3-3 con perno offensivo lo svedese, aumentare il volume del centrocampo spingendo sugli esterni con un 3-5-2, oppure disporsi a quattro in difesa, con una mediana a tre, il trequartista e le due punte con un tipico 4-3-1-2? La risposta è nelle mani oltre che nella testa di mister Pioli.

Il 4-3-3, modulo maggiormente optato dal Milan in questa prima parte di stagione, non ha dato garanzie, anzi: le prestazioni dei due esterni alti sono state deludenti, lo schieramento nella metà campo offensiva dipende troppo dalla vena realizzativa di quest’ultimi. Il Napoli di Sarri con Callejon e Insigne ne sono la prova vivente.

Restando sulla retroguardia a quattro e sulla mediana composta da tre centrocampisti, un opzione potrebbe essere rappresentata dall’inserimento di un trequartista dietro le due punte. In questo caso Pioli dovrebbe scegliere chi affiancare a Ibrahimovic e chi arretrare nel ruolo di play. Calhanoglu riesce a giocare anche da trequartista puro, lo ha già fatto ai tempi di Amburgo e Leverkusen. Giocando in quel ruolo potrebbe ritrovare l’imprevedibilità oltre che la facilità di poter liberare il suo destro.

Un ulteriore opzione sarebbe invece il 3-5-2. Con questo modulo il tecnico Stefano Pioli dovrebbe mischiare le carte, ma troverebbe sicuramente maggiore spinta sugli esterni oltre che il dinamismo e la sostanza in mezzo al campo. Con Duarte fermo ai box, Todibo a un passo, il Milan avrebbe anche il numero di difensori considerando che Caldara è in partenza e sicuramente verrà rimpiazzato.

A centrocampo, da play basso, Bennacer ha ulteriormente dimostrato di meritarsi la maglia da titolare. Al suo fianco Kessié e Bonaventura? La certezza sarebbero gli esterni con Theo Hernandez e Andrea Conti. Da quinti i due giocatori potrebbero essere valorizzati, il primo ha una spinta e un’accelerazione impressionante oltre al lato tecnico, il secondo nasce in quel ruolo quando giocava nell’Atalanta e in passato risultò anche decisivo a suon di gol.

Lo schieramento priverebbe Pioli di Suso e di Calhanoglu, ma affiancherebbe a Ibrahimovic una punta e aprirebbe a due opzioni: Piatek per un attacco pesante e fisico, ovviamente con Ibrahimovic perno fisso e il “Pistolero” a dare ampiezza, Leao come alternativa, per un reparto offensivo più imprevedibile e mobile. Pioli punterebbe sulla velocità e l’imprevedibilità negli inserimenti del portoghese. Ibrahimovic farebbe così sia il centravanti, sia il regista avanzato.

Le soluzioni ci sono, il tempo meno: serve coraggio. Il Milan pareggia contro la Sampdoria con uno 0-0 privo di reti, queste le pagelle. Continua a leggere >>>

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