Montella, simbiosi assoluta con Fassone e Mirabelli

Montella, simbiosi assoluta con Fassone e Mirabelli

Vincenzo Montella ha prolungato fino al 2019, a testimonianza dell’ottimo rapporto creatosi con Fassone e Mirabelli. Tutto diverso rispetto a Berlusconi…

di Redazione

Vincenzo Montella può finalmente andare in vacanza con serenità. Conquistato l’accesso ai preliminari di Europa League con il Milan, al termine di una stagione tanto tribolata quanto stimolante, lo scaltro tecnico campano, già oggetto di stima e considerazione da parte della nuova dirigenza, ha ottenuto qualche giorno fa l’atteso ed ambito prolungamento di contratto. Con estrema serietà, senza proclami shock o maxi rinnovi, l’Aeroplanino ed il Milan si sono legati sino al 30 giugno 2019: un solo anno di prolungamento, condito da un sostanzioso aumento di stipendio (da 2,3 a 3 milioni di euro annui) ed accompagnato dalla consapevolezza, ribadita dall’AD Fassone e dal DS Mirabelli, di quanto Vincenzo Montella sia la pietra angolare su cui costruire il Milan del futuro. E’ noto come a Montella fossero arrivati segnali inequivocabili di stima già in fase pre-closing; ma, a sancire l’ottima intesa con il duo operativo del presidente Yonghong Li, sono serviti le parole della conferenza stampa di presentazione post-closing (“Montella ha il nostro appoggio e la nostra stima, lui è il futuro del Milan”), il viaggio a Montecarlo con Mirabelli per i quarti di Champions League e la presenza del tecnico campano al Workshop degli sponsor rossoneri al Forte Village in Sardegna.

Come sembrano lontani i tempi di Galliani e Berlusconi: terminata l’epopea dei tecnici con l’imprinting rossonero, la figura dell’allenatore è stata confinata a mera figura di campo, senza voce in capitolo sui (pochi) acquisti di spessore e sui (troppi) arrivi a parametro zero, frutto di buona conoscenza dei meccanismi del calciomercato ma spesso poco utili alla causa tecnica della squadra. Montella ha subIto la stessa sorte l’anno scorso: inoltre,seppur consapevole delle non eccelse qualità della squadra, Berlusconi, spesso infastidito dalla personalità e della libertà di pensiero di Montella, non gli ha risparmiato frecciatine o addirittura rampogne pubbliche criticandone il gioco di rimessa ed invocando addirittura il ritorno del pupillo Brocchi. Il feeling con l’attuale proprietà è ossigeno puro per il generoso popolo rossonero: la dirigenza sogna in grande, il mercato ribolle di nomi altisonanti ma ciò che più conta è l’aver messo Montella  al centro di un progetto tecnico che tenga conto delle esigenze del mister.

“Non spenga il cellulare in vacanza, lo cercheremo spesso” scherza Mirabelli, ma non troppo, a proposito dei costanti contatti con l’Aeroplanino: gli arrivi di Musacchio e Kessié, le bollenti trattative per Rodriguez e Biglia, gli scout in corso per gli esterni di difesa e di attacco e i tentativi per il sogno Morata sono stati accuratamente condivisi con Montella, al quale si intende regalarne una squadra pronta per otto undicesimi già il giorno del  raduno e ricca di campioni in grado di consentire varianti tattiche anche a partita in corso. Una chiara ed evidente sintonia che nemmeno il clamoroso ritorno di Gennaro Gattuso nei quadri tecnici rossoneri in qualità di tecnico della Primavera può far vacillare: la società ha stabilito una gerarchia chiara, affidando a Montella il ruolo di tecnico-capo e puntando su di lui per raggiungere ciò che il tecnico campano definisce “nuovi e più gloriosi obiettivi”.

Enrico Maggioni

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