MILAN, si corre poco e male: i numeri inchiodano i rossoneri

MILAN, si corre poco e male: i numeri inchiodano i rossoneri

Dai dati in possesso della Lega Serie A emerge un particolare inquietante: il Milan di Mihajlovic è in grave difficoltà sotto il punto di vista atletico

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Riccardo Montolivo Milan

Domenica sera, allo stadio ‘Braglia’ di Modena, il Milan di Sinisa Mihajlovic, che nelle intenzioni della vigilia avrebbe voluto (e dovuto) inanellare una serie di vittorie consecutive per non perdere contatto con la zona Champions, si è incartato contro il Carpi, penultimo in classifica, riuscendo a strappare soltanto un misero 0-0 agli uomini di Fabrizio Castori.

Anzi, se non fosse stato per un paio di belle parate del giovanissimo portiere rossonero, Gianluigi Donnarumma, con tutta probabilità il Milan sarebbe rientrato in Lombardia con le pive nel sacco. Mai realmente pericoloso dalle parti di Vid Belec, il Milan ha così fallito la prima occasione offertagli dal calendario per accorciare le distanze con le squadre che lo precedono nella graduatoria generale.

Al di là della scialba prestazione offerta da Riccardo Montolivo e compagni sotto il punto di vista del gioco, quello che, oggi, preoccupa è soprattutto la condizione atletica del Milan. Osservando la sfida del ‘Braglia’, infatti, si è avuta la netta sensazione di come gli emiliani corressero, in media, molto più dei ragazzi in maglia verde. Un’impressione che, sullo stesso terreno di gioco, a gara in corso, sarebbe stata confermata dal difensore milanista, Alessio Romagnoli, in uno scambio di battute con l’ex centravanti rossonero, Marco Borriello.

Andando, poi, a spulciare i dati in possesso della Lega Serie A si evince come queste impressioni siano, purtroppo per il Milan, supportate dalla fredda matematica. Il Milan di Sinisa Mihajlovic, in questo momento della stagione corre poco, e, particolare inquietante, corre anche male. Secondo il report statistiche della Lega Serie A sull’incontro Carpi – Milan della 15^ giornata di campionato, infatti, nei 42′ e 42” di gioco effettivo al ‘Braglia’, il Milan ha tenuto il possesso palla per 26′ e 40”, pari al 62% del tempo effettivo di gioco. Sulla carta, questo dato dovrebbe rappresentare un dominio totale della formazione rossonera su quella emiliana: in realtà, analizzando le zone di campo calpestate dai 22 uomini in campo nel momento in fase di possesso palla, ci si rende conto di come il Carpi abbia tenuto palla per il 59% del tempo nella metà campo avversaria, pressando, quindi, alto il Milan e creando così, giocoforza, maggiori pericolosi alla retroguardia rivale.

Al contrario, la squadra di Mihajlovic ha tenuto il possesso palla per il 48% del tempo entro la propria metà campo: un dato che evidenzia, a rigor di logica, la sterilità offensiva degli avanti rossoneri. E che dire della corsa? Avrà avuto ragione Romagnoli nel suo ironico-amaro commento all’amico Borriello? Sì, perché, se si prendono in esame i chilometri percorsi da entrambe le squadre nel corso dei 93′ e 41” di gioco ci si accorge di come, malgrado i numeri siano quasi similari (103.373 percorsi dal Carpi, 100.585 dal Milan), e la velocità media di squadra sia identica (6,9 km/h), i cinque giocatori più performanti degli emiliani hanno superato, di gran lunga, i dirimpettai del Milan. Mentre nel Milan, il più veloce è stato Carlos Bacca, che ha corso alla media di 9,4 km/h, nel Carpi ben due giocatori hanno viaggiato ad una velocità superiore, vale a dire Gabriel Silva (9,59 km/h) e Riccardo Gagliolo (9,5). Anche gli altri tre giocatori nelle fila emiliane, vale a dire Raphael Martinho (8,19 km/h), Antonio Di Gaudio (8) e Jerry Mbagoku (7,79), sono andati nettamente più veloci degli altri rossoneri, e cioè Riccardo Montolivo (7,7 km/h), Luiz Adriano e Juraj Kucka (7,59), Alessio Cerci (7,5 km/h).

Urge una celere ripresa sotto il punto di vista atletico se si vuole ricominciare a disputare delle discrete prestazioni, ed evitare pertanto le sofferenze dell’ultimo periodo: Sinisa Mihajlovic dovrà essere abile a riorganizzare il suo Milan, aumentando la resistenza fisica dei suoi uomini nel corso degli allenamenti a Milanello durante la settimana, e, soprattutto, bravo ad insegnare alla squadra a saper correre nel modo giusto. Un lavoro duro, ma assolutamente da mettere in pratica se si vogliono evitare, nel prossimo futuro, figuracce e prestazioni sconcertanti quali quella di Modena.

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