Milan, l’inferno non è finito

Milan, l’inferno non è finito

Il Milan crolla 3-0 al Bentegodi contro l’Hellas Verona: partiti bene, i rossoneri non sanno reagire dopo il primo schiaffo subito. Espulso Suso

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Come nel 1973 e nel 1990, anni in cui il Diavolo perse, al ‘Bentegodi’, due Scudetti, Verona si rivela fatale per il Milan, che ieri pomeriggio è stato travolto per 3-0 dagli scaligeri penultimi in classifica. Prima sconfitta in campionato, dunque, per il Milan targato Gennaro Gattuso, che fa tre passi indietro rispetto ai progressi visti settimana scorsa contro il Bologna e contro lo stesso Hellas in Coppa Italia.

E dire che i rossoneri, a Verona, erano partiti anche bene: con piglio, aggressività e voglia di fare, si erano presentati più volte dalle parti di Nicolas, estremo difensore gialloblu, ieri praticamente insuperabile. Alla prima, vera, palla-gol del match, però, il Verona è andato in vantaggio: sull’angolo battuto da Daniele Verde, Antonio Caracciolo, di testa, ha pietrificato Gianluigi Donnarumma dando il ‘la’ alla grande giornata della squadra di Fabio Pecchia.

Il Milan, è vero, come sottolineato da ‘La Gazzetta dello Sport’ oggi in edicola, ha totalizzato cifre sulla carta migliori dei rivali (8 tiri in porta e 14 fuori, 13 calci d’angolo, possesso palla infinito), ma appare troppo disorganizzato, incapace di reagire al primo schiaffo subito. Al punto tale che il Verona, con appena 4 tiri nello specchio della porta, ha segnato 3 gol. Il secondo è arrivato ad inizio ripresa, quando Fabio Borini, retrocesso da esterno destro d’attacco a terzino sinistro di difesa dopo il cambio tra Ricardo Rodríguez e Patrick Cutrone, non ha chiuso su Moise Kean, abile ad insaccare l’assist di Daniel Bessa. Il quale, poi, ha avuto il merito di fissare il risultato con una rete personale.

Bravi gli scaligeri, quindi, a capitalizzare al massimo le occasioni create e, più in generale, a giocare una gara magistrale all’insegna della difesa, dura, e delle ripartenze. Nel finale di gara sono saltati i nervi di Jesús Suso, espulso dall’arbitro Daniele Orsato di Schio (VI) con cartellino rosso diretto per un intervento con il piede a martello su un giocatore gialloblu ‘pizzicato’ con il V.A.R.. Piove sul bagnato in casa rossonera: la stagione rischia ora davvero di sfuggire di mano.

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