Milan, gli attaccanti non segnano: tanto lavoro, ma pochi gol

Milan, gli attaccanti non segnano: tanto lavoro, ma pochi gol

Gli attaccanti del Milan si impegnano, corrono e lottano ma così restano lontani dalla porta avversaria. E i gol continuano a scarseggiare

di Redazione

di Valerio Paini

Ennesima sconfitta per i rossoneri di Gennaro Gattuso che, anche contro l’Atalanta, un’avversaria diretta per un posto in Europa e ancora in corsa, come il Milan, per la conquista dell’Europa League, hanno subito il gioco e la veemenza avversaria. Il risultato è stato uno sconfortante 0-2, con un Milan ancora deludente e a secco di gol (già decima partita da inizio stagione senza segnare).

Complice l’assenza forzata di Suso, mister Gattuso ha deciso di schierare al fianco di Nikola Kalinic sia Fabio Borini, che in fase difensiva arretrava fino a centrocampo a formare una linea di 4 giocatori, sia Patrick Cutrone, nel ruolo di falso esterno con il compito di inserirsi e supportare la punta centrale.

Il risultato non è stato dei migliori: tutti e tre si sono mossi moltissimo e hanno cercato di lavorare molti palloni, sia Kalinic che Cutrone hanno aiutato la risalita dei rossoneri e giocato molto di sponda venendosi a prendere il pallone anche in zone più basse del consentito e andando a sbattere frequentemente contro la difesa bergamasca, sempre molto attenta, nonostante a volte si sia fatta sorprendere dalla rapidità dei due. L’effetto collaterale si è presentato però sotto forma di poca lucidità sotto porta; il tanto lavoro per ripulire e costruire le laboriose azioni d’attacco ha fatto sì che al momento opportuno mancasse la capacità di finalizzare.

Menzione a parte va fatta a Borini: ancora una volta tra i migliori in campo, si è sdoppiato tra il lavoro di fascia per coprire le combinazioni della catena di sinistra dell’Atalanta e le numerosi incursioni offensive che l’hanno portato spesso a ricercare la porta con tiri da lontano o a proporsi come soluzione esterna per le giocate con Kessié e Abate.

La mancanza di supporto da parte di tutta la squadra però ha portato ancora una volta il Milan a non trovare la via del gol. La sterilità offensiva (la media di gol a partita è inferiore a 1,3 in campionato) sta diventando sempre di più un problema irrisolvibile, e con gli impegni che si susseguono (il 27 sarà già derby), lavorarci su per trovare una soluzione sembra impossibile.

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