Milan, centrocampo finalmente produttivo: un’arma in più per Montella

Milan, centrocampo finalmente produttivo: un’arma in più per Montella

Rispetto l’annata passata, quest’anno il Milan sta ottenendo molto di più, in termini realizzativi, dal proprio settore mediano: gol pesanti per l’Europa

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Con la rete, direttamente su calcio di punizione (evento che, al Milan, non si verificava dal 22 settembre 2015, gol di Mario Balotelli in Udinese-Milan 2-3), messa a segno da Giacomo ‘Jack’ Bonaventura domenica pomeriggio contro il Pescara, sono salite a cinque le marcature realizzate dai centrocampisti rossonero in questo campionato di Serie A.

Oltre a Bonaventura, che era già andato a segno lo scorso 2 ottobre nel rocambolesco 4-3 di ‘San Siro’ contro il Sassuolo, hanno difatti trovato la via del gol due volte la rivelazione Manuel Locatelli (altrettante prodezze, una sempre contro i neroverdi, l’altra contro la Juventus, entrambe tra le mura amiche), e, in una circostanza, lo slovacco Juraj Kucka, il cui sinistro ha piegato le resistenze di Stefano Sorrentino in Chievo-Milan 1-3.

Una netta inversione di tendenza rispetto le annate passate, dove i rossoneri si sono sempre rivelati piuttosto ‘dipendenti’ dagli umori del proprio reparto offensivo, e sono stati scarsamente supportati dal settore mediano: nel 2015-2016, per esempio, sotto la gestione di Sinisa Mihajlovic prima e di Cristian Brocchi poi, l’unico centrocampista a fornire, concretamente, un apporto discreto in zona gol alla squadra rossonera è stato il solito Bonaventura, autore di 7 reti in 39 gare tra Serie A e Coppa Italia. Per il resto quasi la desolazione più totale: un gol Kucka (Roma-Milan 1-1 del 9 gennaio 2016), uno anche per Andrea Bertolacci (esattamente un anno fa, 1 novembre 2015, Lazio-Milan 1-3), Kevin Prince-Boateng, rinato quest’anno a Las Palmas (Milan-Fiorentina 2-0 del 17 gennaio 2016), nessun gol per José Mauri, Riccardo Montolivo, Andrea Poli e, fino a quando è rimasto a Milano, l’olandese Nigel de Jong.

La storia insegna che, per poter puntare ai più alti traguardi, è fondamentale riuscire ad andare in rete non soltanto con gli attaccanti: è dalle cosiddette ‘retrovie’, infatti, che spesso giungono quei gol che non ti aspetti, che fanno saltare gli equilibri di una partita, e che consentono, in molti casi, di tramutare in tre punti una gara altrimenti destinata al pareggio. Sarà importante, per il Milan, proseguire sulla tendenza di queste prime 11 giornate di campionato: a fine anno, quei 7-8 punti in più possono fare nettamente la differenza in ottica di una qualificazione alle prossime coppe europee per la squadra di Vincenzo Montella.

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