Milan, André Silva è in calo: il portoghese è da ritrovare

Milan, André Silva è in calo: il portoghese è da ritrovare

André Silva sembra in difficoltà, dopo la brutta prova di Rijeka anche col Verona. Più che evoluzione è involuzione: il portoghese è da recuperare

di Redazione

di Deborah Maria Della Valle

La squadra di Gennaro Gattuso migliora, piano piano. Chiaramente la strada è ancora lunga e il lavoro da fare è tanto come per altro il tecnico stesso ha dichiarato in più occasioni, ma qualche scorcio di luce e l’imprinting di Ringhio si è iniziato ad intravedere nel match contro il Bologna e, soprattutto, nella partita contro il Verona di Coppa Italia.

Quello che però ancora manca a questo Milan sono i gol di André Silva, cioè il terzo acquisto più caro della storia del Milan (38 milioni di euro) dopo capitan Bonucci e Rui Costa, nonché quello che doveva rilanciare i rossoneri. Le prestazioni del portoghese sono assolutamente sotto tono, caratterizzate da troppe giocate individuali e da molti errori in fase offensiva. Gli manca quel guizzo in più per trovare la rete in campionato ed anche la giusta cattiveria sotto porta, apparendo spesso e volentieri quasi intimorito di sbagliare.

Come se non bastasse, André Silva dà anche l’idea di apparire (o essere) un po’ lontano dal gruppo. Spesso schierato in coppia con Patrick Cutrone più che essere complementari sono apparsi quasi d’intralcio l’un l’altro. Il portoghese nel corso dell’ultimo match si è salvato dalle critiche solo per l’assist creato ad hoc per Romagnoli che il difensore è riuscito a concretizzare. L’attaccante lusitano è capocannoniere in Europa League  (6 le reti segnate, ndr) ma è a secco in Serie A: il suo momento in Italia procede, quindi, tra diverse perplessità.

E’ anche vero che c’è sostanziale differenza di minutaggio tra Europa League e campionato: nella prima competizione, Silva è sempre partito titolare mentre nella seconda no: prima con Vincenzo Montella e ora con Rino Gattuso, il numero 9 milanista spesso non è negli undici selezionati a scendere in campo dal primo minuto. Questa scelta è sicuramente stata fatta per limitarne l’impatto con il nostro calcio ma è anche vero che non ne beneficia lo stato d’animo. Della differenza tra il calcio italiano e quello portoghese a cui era abituato se n’è parlato e riparlato, fatto sta che ad oggi, ormai giunti a metà del campionato, l’attaccante sponsorizzato dal neo Pallone d’Oro Cristiano Ronaldo, risulta essere ancora un pesce fuor d’acqua.

Le ultime reti di André Silva risalgono al 23 novembre con la doppietta rifilata all’Austria Vienna. Bene per il primo posto nel girone di Europa League, un po’ meno bene se si considera il fatto che i rossoneri necessitano come il pane di gol in campionato per risalire la classifica, al momento tutt’altro che felice. L’investimento sul 22enne, indubbiamente oneroso per le casse del club di Via Aldo Rossi, è stato fatto anche e soprattutto in prospettiva futura ma, essendo reduce da 21 reti stagionali con  il Porto e 9 con la Nazionale Portoghese per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018, qualcosina in più da lui era lecito aspettarselo.

Gennaro Gattuso, tecnico del Milan, smentendo ogni voce su una sua possibile cessione a gennaio, ha più volte riferito: “Vedo cosa fa in allenamento, per questo gli chiedo di più, perché è molto forte” e il popolo rossonero vuole credergli perché nutre profonda stima per il nuovo allenatore. E, in effetti, Silva ha dimostrato di avere grandi qualità tecniche e di essere spesso protagonista di giocate eleganti. Certo non passa inosservato, ai più, il luccichio negli occhi di Rino ogni volta che parla di Patrick Cutrone, protagonista di 8 reti totali finora. Spetterà all’allenatore di Corigliano Calabro, quindi, cercare di riuscire ad esaltare questi due gioiellini così diversi tra loro ma così simili in fatto di tecnica e potenza fisica. E se Cristiano Ronaldo vorrebbe l’ex Porto al Real Madrid il Milan, al momento, ci si accontenterebbe di un bel gol in Serie A.

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