Ingenuità e poca furbizia: Romagnoli, ci risiamo

Ingenuità e poca furbizia: Romagnoli, ci risiamo

Come l’anno scorso a Genova e in altre situazioni, Romagnoli pecca in poca concentrazione e lascia il Milan in 10 con un fallo dubbio ma ingenuo, soprattutto sapendo che era ammonito. Per il definitivo salto di qualità, serve più malizia

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Voluto a tutti i costi nell’estate 2015 dall’allora tecnico del Milan, Sinisa Mihajlovic, prelevato dalla Roma per ben 25 milioni di euro. Alessio Romagnoli, centrale difensivo dei rossoneri, si è reso ieri protagonista di un episodio poco furbo che ha poi costretto il Milan a difendersi ad oltranza per poi subire il gol del pareggio nei minuti di recupero.

NON E’ UNA NOVITA’ – E’ diverso tempo che i tifosi del Milan aspettano il definitivo salto di qualità dal difensore nativo di Anzio. Ventidue anni, una grande stagione nel 2014/15 con la Sampdoria ed un arrivo a Milanello tra scetticismo e curiosità. Alessio Romagnoli, dopo le due prime stagioni in rossonero tra alti e bassi, con espulsioni (come contro il Genoa nel 2015 e i rossoneri sconfitti 1-0, ndr), qualche ingenuità in fase difensiva (come nel 2016 contro la Juventus, ndr), ma anche ottime prestazioni e gol segnati, come nel derby dello scorso aprile, non aveva iniziato benissimo la stagione attuale, con un infortunio trascinato dalla parte finale della scorsa annata. Il suo rientro dopo mesi, sembrava aver dato quella solidità al reparto arretrato del Milan, ma alcune disattenzioni (come contro il Rijeka, ndr), fanno pensare che, per la definitiva consacrazione, manchi ancora qualcosa. L’espulsione di ieri, seppur criticabile e non chiarissima, evidenzia come il giocatore sia ancora troppo irruente e forse poco maturo: certo, con il senno di poi, tutto è lecito, ma con una maggiore concentrazione, il Milan avrebbe potuto tranquillamente portare a casa una gara che si stava volgendo per il verso giusto.

SALTO DI QUALITA’ – Soltanto poco più di un anno fa il Chelsea aveva offerto molto per portare Romagnoli alla corte di Conte. Offerta rispedita al mittente da Galliani su consiglio di Fassone. Il Milan credeva e crede molto nella definitiva esplosione del difensore ex Roma e, soltanto qualche giorno fa, aveva messo subito a tacere le voci che volevano la Juventus forte sul giocatore. E’ quindi palese che il Milan non può prescindere dalle buone prestazioni di Romagnoli: quello che ora tutti sperano è che, al fianco di Bonucci, il centrale romano possa recepire quella malizia che ogni grande difensore del passato aveva nelle proprie caratteristiche. Malizia e furbizia: lo chiede il Milan, lo chiede la Nazionale. La rinascita di entrambe può e deve passare da Romagnoli, i tifosi lo sperano, la dirigenza se lo augura: il numero 13 rossonero è un patrimonio del Milan ed ora serve l’ultimo, decisivo e fondamentale step per conquistarsi, in via definitiva, il cuore di tutti.

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