Il Milan fa di tutto per non andare in Europa

Il Milan fa di tutto per non andare in Europa

Marcello Trotta fa sognare i calabresi, Gabriel Paletta colpisce in avvio di ripresa, ma a Crotone il Milan rimedia soltanto uno scialbo 1-1: l’analisi

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Incredibile, ma vero. Da Filippo Inzaghi a Vincenzo Montella, passando per Siniša Mihajlović e Cristian Brocchi, il Milan conferma l’impietoso trend negativo delle ultime stagioni, che lo vede clamorosamente in difficoltà contro le cosiddette ‘piccole squadre’. Eccezion fatta per il 4-0 interno sul Palermo, nel girone di ritorno di questo campionato i rossoneri, al cospetto di avversarie quali Pescara, Empoli e Crotone hanno collezionato la miseria di 2 punti su 9 disponibili, eguagliando il mesto bottino della passata stagione, quando arrivarono due pareggi in casa contro Carpi e Frosinone e la sconfitta del ‘Bentegodi’ contro il quasi retrocesso Hellas Verona.

Un anno fa quegli stop costarono alla compagine rossonera un posto in Europa League, preso in volata dal Sassuolo: la sensazione, nonostante il Milan conservi ancora tre punti di vantaggio sull’Inter, sconfitta in casa dal Napoli, e quattro sulla Fiorentina, sorpresa al ‘Barbera’ di Palermo, è che ci sarà da lottare con le unghie e con i denti fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato se, davvero, la compagine meneghina vorrà festeggiare il ritorno in una competizione europea, seppur dall’entrata posteriore e partendo dai preliminari. Il calendario, che un mese fa veniva definito, da tutti, potente alleato del Milan, oggi viene percepito invece come una potenziale mina pronta a far saltare il banco: le gare contro Roma (a San Siro) ed Atalanta (all’Atleti Azzurri d’Italia) saranno molto probabilmente decisive per il futuro rossonero.

Già com’era successo a Pescara e domenica scorsa contro l’Empoli, anche a Crotone il Milan è entrato in campo molle e scarico, mentalmente prima ancora che nel fisico: i calabresi, affamati di punti salvezza e reduci da un bel filotto di punti, ne hanno approfittando dopo appena 8′, andando in vantaggio con il terzo gol in campionato di Marcello Trotta, abile ad aggirare un rivedibile Cristián Zapata ed a fulminare Gianluigi Donnarumma sul primo palo. La rete incassata non ha svegliato i rossoneri, che, al contrario, sono stati surclassati dai ritmi forsennati imposti dal Crotone, sempre pronto a chiudere ogni varco alle sporadiche iniziative milaniste ed a pungere con le sue rapidi ripartenze. Nel finale di prima frazione è venuto fuori anche il Milan, affacciatosi dalle parti di Alex Cordaz con due iniziative personali dello spagnolo Suso, ma sulle quali l’estremo difensore rossoblu ha fatto buona guardia.

Nel secondo tempo, dunque, è cambiata l’inerzia della partita. Il Milan, sfruttando gli sviluppi di un calcio d’angolo, è pervenuto quasi subito al pareggio, grazie a Gabriel Paletta, a cui si deve l’ultimo tocco, di coscia, in mischia nell’area piccola dei calabresi, per superare il portiere del Crotone. A quel punto, i ragazzi di Vincenzo Montella hanno provato seriamente a vincere la partita dello ‘Scida’: il Milan ha alzato il pressing, aumentato vorticosamente il ritmo gara, arrivando più volte alla battuta a rete e dimostrando, qualora ce ne fosse bisogno, che uno dei problemi principali di questa squadra consiste nel non sapere approcciare nella maniera corretta quelle sfide che, almeno sulla carta, offrono meno motivazioni od appaiono poco ‘stimolanti’.

Negli ultimi dieci minuti Montella ha gettato nella mischia prima Lucas Ocampos per Mati Fernández, disegnando un 4-2-3-1 d’assalto; quindi, ha inserito anche Carlos Bacca, relegato in panchina per quasi tutto il match, in luogo di Gerard Deulofeu per giocarsi il tutto per tutto con un ultra-offensivo 4-2-4. La montagna ha partorito il topolino, perché, a conti fatti, ad andare realmente vicino al gol del 2-1 è stato il Crotone, prima con lo scatenato Trotta e poi con Andrea Barberis, sui quali Donnarumma ha fatto, come suo solito, buona guardia. Punticino allo ‘Scida’, allora, per il Milan, che tenta di vedere il bicchiere mezzo pieno agli albori di un mese di maggio in cui, secondo il suo allenatore, “verranno le gare facili”. La Roma, ferita dal cappotto nel derby contro la Lazio, ascolta e aspetta di verificare questo assioma.

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