Donnarumma, il gran rifiuto: ora cessione immediata

Donnarumma, il gran rifiuto: ora cessione immediata

Gianluigi Donnarumma ha detto no: non prolungherà il proprio contratto con il Milan. Tifosi infuriati, ma la società esce dalla vicenda a testa altissima

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Il mondo Milan, da questo pomeriggio, è sotto shock. Gianluigi Donnarumma, 18enne portiere rossonero, ha risposto, attraverso il suo procuratore Mino Raiola, un secco ‘no’ all’offerta di rinnovo di contratto per cinque anni propostagli dal club di Via Aldo Rossi. “Le cifre erano anche più alte di quelle riportate sui giornali – ha commentato l’amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, oggi in conferenza stampa -: decisione che ci amareggia, ma il Milan va avanti”.

Da qui, da queste parole, deve ripartire la società milanista, ferita nel cuore e nell’orgoglio. D’altronde, i giocatori passano, ma la maglia resta. E se colui che, presumibilmente, sarà il più forte portiere del mondo nei prossimi 20 anni, ha deciso di non prolungare il contratto, di fatto mettendo una pietra tombale sul suo rapporto con l’ambiente e tradendo l’amore e la fiducia di tutti quei sostenitori che lo avevano adottato come ‘Gigio’, nonché di quella maglia stessa, baciata a più riprese (a questo punto, ci domandiamo, per quale motivo?).

Che Donnarumma avesse dubbi nel proseguire il suo percorso professionale al Milan, lo si era già intuito. Quando, ad inizio giugno, Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo rossonero, si era precipitato a Montecarlo recapitandogli a domicilio un’offerta economica da capogiro per sentirsi replicare “la prenderemo in esame”, il club meneghino ha cominciato realmente a tremare. Ed a guardare al mercato per qualche possibile sostituto. E poco importa se, fino a qualche giorno fa, il portiere, in un’intervista a ‘GQ’, parlasse dei rossoneri quale sua priorità e del fatto di come cercasse casa a Milano. Parole che, ora, appaiono prive di un senso logico, sacrificate sull’altare di un professionismo che brucia sentimenti e bandiere in un amen.

La società Milan, dalla vicenda, esce a a testa altissima. Da quando, esattamente due mesi fa, si è insediato il nuovo management, tra i tanti acquisti di mercato, il rinnovo del contratto di Donnarumma è stato il costante pensiero di Fassone e Mirabelli. Il Milan ha fatto davvero di tutto per cercare di legare il futuro del numero 99 al club: cifra altissima, spropositata, se rapportata agli stipendi dei suoi coetanei in Europa, la possibilità di vestire la fascia di capitano, è stata persino valutata l’ipotesi dell’inserimento di una clausola di rescissione qualora il Milan, alla fine della prossima stagione, non si sia qualificato all’edizione 2018-2019 della Champions League.

Più di questo, il Milan non poteva fare. E non doveva fare. La patata bollente è passata nelle mani del ragazzo e del suo procuratore, Mino Raiola. “Ho scelto il migliore sulla piazza – le parole di Donnarumma -, è giusto che i miei interessi siano rappresentati al meglio”. In queste ore, sui social, i tifosi del Milan si sono scatenati: molti di loro hanno tirato in ballo la pessima influenza che l’agente campano avrebbe avuto, da sempre, sul ragazzo. Secondo loro Raiola (per altro non nuovo a questi sotterfugi) lo avrebbe convinto a non firmare il rinnovo, indirizzandolo verso altri lidi, verso altre mete, in squadre forse al momento più attrezzate.

Che il procuratore possa essere un personaggio di dubbia integrità morale, ci può stare. In fin dei conti, fa esclusivamente il suo lavoro. Ma Donnarumma, a 18 anni, così come è stato tanto bravo ad esordire a 16 anni, crescere in maniera esponenziale, guadagnarsi sul campo i galloni di ‘futuro Gianluigi Buffon‘ e di fenomeno del calcio mondiale, adesso, sia altrettanto bravo ad assumersi le proprie responsabilità. Sia uomo, ammettendo come il tradimento a quanti lo hanno amato è stato sua volontà. “Decisione definitiva del ragazzo, comunicataci dal suo procuratore”: le parole di Fassone non lasciano adito a dubbi di altri tipo.

Adesso, cosa succederà? La strategia delle parti è piuttosto delineata. Il Milan andrà sul mercato per reperire un nuovo portiere titolare di altissimo livello. Cosa ne farà di Donnarumma? Farlo ripresentare a Milanello per il ritiro estivo non appare un’ipotesi plausibile. Quindi, si cercherà di venderlo subito al miglior offerente. Cercando di ottenere quanti più soldi possibili da un giocatore che, va ricordato, è in scadenza. D’altra parte, però, Raiola oggi ha fatto intendere come il portiere abbia deciso di non rinnovare il contratto. E quindi non abbia chiesto di andare via. Anche in questo caso, la strategia del duo Raiola-Donnarumma appare chiara: andare via a parametro zero tra un anno, per piazzarsi ovunque vogliano, ad uno stipendio, forse, mai nemmeno concepito prima.

Il Milan, che oggi non ha piegato la schiena, è chiamato ora ad un’ultima grande prova: mandarlo via ora, o confinarlo (l’età lo consente ancora) in Primavera per una stagione. Mai come quest’anno, i soldi al club rossonero non mancano: non saranno certo una manciata di milioni a fare la differenza. Dignità, stile, amore non si barattano, mai, per il denaro. Donnarumma, appena 18enne, magari un giorno lo capirà. Augurandogli il meglio per il continuo della sua carriera, che sia Real Madrid, Manchester United, Barcellona o persino Juventus, l’auspicio è quello di sfilarsi di dosso definitivamente la maglia del Milan. Perché a quella, i tifosi, ci tengono davvero.

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  1. peppin - 2 anni fa

    bravissimo condivido in pieno il tuo post. Con noi ROSSI ha battuto il record d’imbattibilità, con noi Kakà ha vinto il pallone d’oro dicasi lo stesso con Sheva . Senza di noi KAKà al Real e Sheva al Chelsea hanno fatto più panchina che minuti in campo. Il Milan e stato e sarà sempre una grande società anche senza DONNARUMMA AL QUALE AUGURO LA STESSA FORTUNA DEI NOSTRI 2 PALLONI D’ORO che ci hanno lasciato .

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