Donnarumma, Bertolacci e Kluivert: il filo rosso di Raiola al Milan

Donnarumma, Bertolacci e Kluivert: il filo rosso di Raiola al Milan

Una telenovela, tra portiere, manager, squadra e tifosi che sta condizionando l’umore del Milan. E forse anche il calciomercato…

di Redazione

Gigio sì, Gigio no. Tweet, dichiarazioni a mezzo stampa e voci di corridoio si inseguono, si smentiscono e si confermano. Gli appassionati di scommesse online di William Hill sicuramente saprebbero come approfittarne, ma per tutti gli altri c’è da impazzire.

Prima le dichiarazioni di aver subito pressioni, poi le smentite (“non c’è mai stata violenza morale”). Poi di nuovo voci che lo vorrebbero intenzionato ad andarsene da Milanello: e la Juventus che già se lo accaparra, in cambio di Szczesny. Di nuovo l’interessato, che dichiara di amare il Milan e di non aver mai pensato di andare via.

E, per tentare di porre fine alla telenovela Donnarumma e di chiarire la situazione, con gli uni e con gli altri, la voce ufficiale, quella di Mirabelli. Il direttore sportivo del Milan è categorico: se Donnarumma se ne vuole andare, “ci deve supplicare in ginocchio”. Come dire: hai un contratto (fino al 2021), senza clausola rescissoria e da qui non te ne vai, fino a quando non troviamo di meglio. Poi, però gli porge la mano: “comunque, ho parlato con Gigio un minuto fa e mi ha confermato la sua intenzione di rimanere in rossonero”.

Raiola il colpevole

E infine l’individuazione del vero colpevole, responsabile di questo tam tam mediatico, che rischia di distogliere il numero 99 dal suo compito: evitare tutti i gol al Milan. E anche senza farne il nome, è chiaro a chi stia pensando Mirabelli: Mino Raiola, manager del portiere di Castellamare di Stabia e accusato di voler fare lo showman.

Insomma sono tutti avvisati: diretto interessato, entourage, tifosi e squadra. E se non bastasse, lo stesso neo allenatore, Gattuso ha ufficialmente dichiarato di prendere sotto protezione Donnarumma; almeno fino a quando giocherà nella sua squadra.

Attenzione però: la società rossonera valuta il suo pupillo 70 milioni di euro. La Juve, come detto, farebbe lo scambio con il portiere polacco arrivato dall’Arsenal per 12 milioni (e poco impiegato, a “causa” di Buffon), oltre ad una cinquantina di milioni. Alla porta, allo stesso tempo, vi sono due grandi di Europa: PSG (i parigini avrebbero offerto a Gigio 12 milioni l’anno, il doppio di quanto stia guadagnando ora) e Real Madrid, entrambe in cerca di sostituire i propri numeri uno. Se le acque non dovessero calmarsi, a gennaio o a giugno, potrebbero spalancarsi le porte dell’Europa per Donnarumma.

Raiola però potrebbe uscire dalla porta ed entrare dalla finestra. Bertolacci, infatti, era stato acquistato dal Milan nel 2015 per una cifra enorme, passando dalla Roma ai rossoneri per 20 milioni di euro. Poi, però, le cose non sono andate come avrebbero dovuto: prestazioni mediocri, diversi infortuni e poca integrazione con il resto della squadra. La soluzione fu presto trovata: prestito al Genoa (dove il centrocampista aveva giocato anche nel periodo in cui il suo cartellino era di proprietà dei giallorossi), fino a giugno 2018.

Il ritorno a Milanello si avvicina e la scadenza del contratto è invece prevista per l’anno successivo. Difficilmente però Bertolacci vestirà la maglia rossonera, anche se le sue prestazioni con il Grifone sono tornate a crescere. E magari grazie a questo, il management del Milan troverà una soluzione, che gli permetta magari anche di recuperare qualche tesoretto da una sua cessione. E di utilizzare i proventi della vendita per finanziare una parte dell’acquisto di Justin Kluivert, esterno offensivo attualmente all’Ajax, che potrebbe aiutare il Milan a trovare la via del gol e delle vittorie.

Due problemi si pongono alla dirigenza rossonera: la cifra che gli olandesi potrebbero chiedere (il Milan ha già speso molto durante la campagna acquisti dell’estate scorsa) e il procuratore dell’attaccante nato ad Amsterdam: Mino Raiola, ancora lui.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy