CERCI e SUSO, ex rossoneri con il dente avvelenato

CERCI e SUSO, ex rossoneri con il dente avvelenato

Alessio Cerci e Suso Fernández Sáez tra le armi di Gian Piero Gasperini per affrontare il Milan: quasi nulli in rossonero, domani pronti a riscattarsi

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Alessio Cerci Genoa

Erano arrivati entrambi, più o meno un anno fa, per aiutare il Milan di Filippo Inzaghi, scivolato in classifica dopo un promettente avvio, a rimanere agganciato alla zona Europa. L’uno, Alessio Cerci, arrivò in prestito gratuito dall’Atlético Madrid in uno scambio con il deludente Fernando Torres, forse con qualche mese di ritardo, visto che i rossoneri lo avevano già cercato durante la sessione estiva di calciomercato poiché inserito da Inzaghi in cima alla lista delle priorità per il suo 4-3-3. L’altro, lo spagnolo Suso Fernández Sáez, invece, arrivò con qualche mese di anticipo, a costo zero dal Liverpool, che aveva già deciso di non puntare più su di lui dalla stagione seguente.

A Milano, né Cerci né Suso hanno mai brillato o convinto. Entrambi, in periodi diversi, hanno mostrato sprazzi della classe della quale, indubbiamente, sono dotati, senza dare mai però continuità alle loro prestazioni. Cerci, per esempio, dopo aver realizzato il suo primo ed unico gol rossonero il 4 aprile 2015 a Palermo (2-1 per il Milan al ‘Renzo Barbera’), ha giocato discretamente in questa stagione con Sinisa Mihajlovic nel periodo compreso tra ottobre ed inizio dicembre 2015, prima di essere stroncato dalle dichiarazioni del Presidente Silvio Berlusconi, scontento delle sue prestazioni, e dal definitivo strappo consumato con la tifoseria rossonera al termine di Milan – Bologna (1-0 per i felsinei, rete di Emanuele Giaccherini) per essersi divorato, in più circostanze, il gol del vantaggio prima e del pareggio poi. Meglio, a quel punto, partire verso altri lidi. Non senza aver prima ‘spento’ ogni traccia di tutti i suoi account sui social, subissati da sostenitori inferociti.

Suso, rispetto a Cerci, ha avuto ancora meno chance di mettersi in mostra, tanto con Inzaghi quanto con Mihajlovic. Dopo l’esordio in maglia rossonera avvenuto, ironia della sorte, proprio quel 4 aprile 2015 a Palermo, e proprio al posto di Cerci, ha totalizzato appena 8 presenze in gare ufficiali, di cui soltanto 2 quest’anno tra Serie A e Coppa Italia. Il Milan aveva provato a ‘metterlo in vetrina’, a fine agosto, nella gara interna contro l’Empoli, vinta per 2-1, ma lo spagnolo non aveva convinto. Né Mihajlovic, né tanto meno eventuali ‘investitori’. Per entrambi, però, a gennaio è arrivato il Genoa, che, dovendo sostituire i partenti Diego Perotti e Serge Gapkè, ceduti a Roma ed Atalanta, ha puntato sull’accoppiata rossonera. Sia Cerci sia Suso hanno sete di rivalsa verso la società che, a loro giudizio, li avrebbe troppo presto scaricati: Cerci, il giorno della sua presentazione con il Genoa, non è voluto tornare sul passato, giudicando conclusa la sua esperienza rossonera. Suso, al contrario, ha dedicato al Diavolo una ‘stilettata’ iniziale, parlando della diversità nei metodi di allenamento (“Al Genoa sono più intensi”), e spera di poter incendiare domani ‘San Siro’ per riconquistare quel Milan dove, a fine stagione, tornerà poiché finito in Liguria con la formula del prestito secco.

Il ‘Meazza’ rossonero non ha mai risparmiato critiche feroci a Cerci e Suso e domani, ne siamo certi, non mancherà di incutere loro timore continuando a fischiarli forse con ancor più veemenza. Nei due calciatori, però, c’è enorme voglia di riscatto: domani, alle ore 12.30, giocheranno titolari contro il Milan, vista l’indisponibilità del bomber rossoblu Leonardo Pavoletti, infortunato, e c’è da giurare che faranno di tutto per far ricredere Mihajlovic e tutto l’ambiente rossonero.

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