Qualità, freschezza ed entusiasmo: il Milan riparte dai suoi campioni in erba

Qualità, freschezza ed entusiasmo: il Milan riparte dai suoi campioni in erba

Il Milan ha presentato ieri a Milanello il difensore Léo Duarte, il centrocampista Ismael Bennacer e l’attaccante Rafael Leao: nasce la squadra del futuro

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – Avanti tutta, Milan, all’insegna della gioventù. Quando, sul finire del mese di maggio, in casa rossonera si è concretizzata l’ennesima rivoluzione, con le dimissioni di Leonardo dal ruolo di direttore tecnico e di Gennaro Gattuso da quello di allenatore, il fondo Elliott Management Corporation ha tracciato una strada ben precisa per il nuovo corso del Diavolo affidato a Paolo Maldini, al figliol prodigo Zvonimir Boban ed alla new entry Frederic Massara.

Stop alle spese folli per i cartellini dei calciatori, robusta riduzione del monte ingaggi, puntare su calciatori giovani, ma di talento, che, a costi relativamente contenuti e con stipendi ampiamente sostenibili, possano aumentare sensibilmente, ed in maniera diremmo quasi inversamente proporzionale, il rendimento della squadra sul campo. Una squadra affidata a chi, da sempre, dei giovani ne fa un ampio utilizzo, e della loro valorizzazione una missione sportiva, ovvero Marco Giampaolo.

Cinque gli acquisti messi finora a segno dal Milan in questa sessione estiva di calciomercato. Theo Hernández, classe 1997, Rade Krunic (1993), Ismael Bennacer (1997), Rafael Leao (1999) e Léo Duarte (1996). Un nugolo di giovanotti di assoluta qualità che, nel Milan, possono spiccare il salto definitivo verso l’élite del calcio internazionale. Almeno questo è il dichiarato auspicio della società rossonera, che ieri, nella bella cornice della sala stampa del ‘Milanello Sports Center‘ di Carnago (VA), ha presentato ufficialmente a giornalisti e tifosi gli ultimi tre.

Bennacer, l’unico capace, per ora, di capire e parlare l’italiano per via delle ultime due stagioni trascorse nell’Empoli, è reduce da una straordinaria Coppa d’Africa con la sua Nazionale, l’Algeria. Ha vinto da protagonista la competizione, vincendo anche il premio di miglior giocatore del torneo. Centrocampista duttile, versatile, in grado di giocare tanto da mezzala quanto da playmaker, per sua stessa ammissione il suo ruolo preferito. E sarà lì che Giampaolo lo schiererà, nel suo Milan, davanti la difesa, per far girare la squadra con ritmi e tempi giusti, non appena il franco-algerino avrà recuperato una condizione fisica accettabile.

Di tutti gli acquisti effettuati fin qui dal Milan, però, è su quello di Leao che la dirigenza ed i tifosi ripongono le maggiori speranze. Per far spazio al talentino della Nazionale Under 20 del Portogallo, è stato ceduto in Premier League l’idolo di casa Patrick Cutrone. Normale che, sulle spalle di questo ragazzo, gravi già un’enorme pressione. Lui, però, non sembra preoccuparsene poi tanto. Ha respinto i paragoni con Ronaldo il Fenomeno, quello originale, dichiarando di dover e voler lavorare e migliorare per poter fare la storia del Milan. Sottolineando come la sua principale missione sia far fare tanti gol a Krzysztof Piatek. Ed in questo particolare momento, per l’attaccante polacco, mai parole furono più apprezzate di così.

Ultimo acquisto in ordine di tempo in casa rossonera, in attesa della ciliegina sulla torta in fase offensiva, è stato Duarte, sul quale gran parte della critica è scettica. In Brasile, qualcuno, lo ritiene inferiore a Gustavo Gómez, il centrale paraguaiano oggi al Palmeiras che, in maglia rossonera, non è che abbia collezionato chissà quante presenze e lasciato chissà quali ricordi. Su di lui, però, sono pronti a scommettere in molti. A partire da Serginho, l’ex ‘Concorde‘ rossonero, uno che di brasiliani con il Diavolo certamente se ne intende, per proseguire con Nelson Dida, tornato al Milan per allenare i portieri dell’Under 17. E lui, Duarte, si ispira ad un certo Thiago Silva, ferita ancora aperta nel cuore rossonero, dichiarandosi pronto ad emulare le gesta del suo mito.

Con i giovani, si sa, ci vuole pazienza. Tanta. In un Milan che, desideroso di andare in Champions League per ragioni sportive, di prestigio ma anche e soprattutto economiche, potrebbe non permettersi di avere. Quel che è certo, però, è che questi ragazzi, apparsi durante la loro conferenza stampa di presentazione umili, determinati e con la testa sulle spalle, faranno di tutto per onorare quella maglia rossonera oggi spesso bistrattata da alcuna parte della stampa ma che conserva sempre una robusta dose di fascino antico e nella quale riporre i migliori auspici per un futuro migliore.

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