Milan, pietra tombale sull’era cinese: di quel mercato si salvano in pochi

Milan, pietra tombale sull’era cinese: di quel mercato si salvano in pochi

Il Milan spese 230 milioni di euro con Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli: due anni dopo, quei giocatori sono stati venduti o sono in vendita

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – Nell’estate 2017, il Milan, da un paio di mesi ceduto da Silvio Berlusconi all’imprenditore cinese Yonghong Li, effettuò, con i dirigenti Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, una campagna acquisti da 230 milioni di euro, rilevando Antonio Donnarumma dall’Asteras Tripolis, Leonardo Bonucci dalla Juventus, Andrea Conti e Franck Kessie dall’Atalanta, Mateo Musacchio dal Villarreal, Ricardo Rodríguez dal Wolfsburg, Lucas Biglia dalla Lazio, Fabio Borini dal Sunderland, Hakan Calhanoglu dal Bayer Leverkusen, Nikola Kalinic dalla Fiorentina ed André Silva dal Porto.

A distanza di due anni, però, la nuova dirigenza del Milan, composta da Paolo Maldini (direttore tecnico), Zvonimir Boban (Chief Football Officer) e Frederic Massara (direttore sportivo) sta, di fatto, certificando il fallimento quasi totale di quel mercato, giacché, oggi, Bonucci e Kalinic, gli acquisti top dell’epoca, con i 42 ed i 25 milioni versati a bianconeri e viola non fanno già più parte della rosa da un anno; Rodríguez, Kessie, Biglia e Calhanoglu sono giudicati non imprescindibili per il progetto tecnico di Marco Giampaolo e, pertanto, sacrificabili sul mercato.

André Silva, addirittura, che di quel Milan avrebbe dovuto essere la stella polare in attacco, dopo una stagione in rossonero di alti e bassi, ha ripetuto il medesimo, triste percorso a Siviglia ed oggi, tornato per fine prestito alla casa madre, fatica per trovare una sistemazione adeguata, ad un prezzo consono, che consenta al club di Via Aldo Rossi di ricavare qualche milioncino di euro di plusvalenza o, perlomeno, di generare un introito tale da poter acquistare un attaccante più forte e funzionale al nuovo Milan (uno su tutti, Ángel Correa dell’Atlético Madrid).

Di quel nugolo di calciatori acquistati dal duo Fassone-Mirabelli, ad oggi, sono i soli Musacchio e Borini ad essere praticamente fuori dal giro di ogni potenziale trattativa di mercato, considerati validi soltanto 48 mesi dopo, visto che anche lo sfortunato Conti, reduce da due gravi infortuni al ginocchio nelle ultime due stagioni, nonostante voglia fortemente restare al Milan è richiesto da Parma in Italia e Werder Brema in Germania e la società sembra vedere di buon occhio un suo trasferimento di modo che possa giocare con maggiore continuità e tornare agli antichi splendori.

Una sorta di pietra tombale, dunque, posta dal nuovo Milan sull’era cinese, ma non è che con la campagna acquisti dell’estate 2018 sia andata molto meglio, visto che il Diavolo sta cercando già di sbolognare altrove Diego Laxalt, Samu Castillejo, non ha riscattato Tiémoué Bakayoko (comportamento non proprio professionale ed ingaggio troppo alto alla base della decisione del club), mai considerato Alen Halilovic, ha perso cammin facendo Gonzalo Higuaín e, per un’enorme dose di sfortuna, non ha praticamente mai avuto a disposizione Mattia Caldara, infortunatosi gravemente per ben due volte in un’annata.

La speranza, per tutti i tifosi rossoneri, è che da questa sessione di mercato, dove la società sta operando in maniera mirata, oculata ed in ruoli chiave della squadra, si possa finalmente imboccare la strada giusta. Una strada da Champions League.

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