Lo strano caso del Milan: prezzi gonfiati solo per il mercato in entrata

Lo strano caso del Milan: prezzi gonfiati solo per il mercato in entrata

Il Milan sta cercando di consegnare a Marco Giampaolo una squadra competitiva per affrontare al meglio la stagione. Difficile affrontare il mercato così…

di Renato Panno, @PannoRenato

CALCIOMERCATO MILAN – Mercato difficile per il Milan, si sapeva dall’inizio. Quando si ha a che fare con i paletti del Fair Play Finanziario non c’è da scherzare e bisogna stare attenti a non fare investimenti monstre se si vuole rientrare alla normalità. Il Milan finora ha acquistato Theo Hernandez dal Real Madrid e Rade Krunic, mentre sta per chiudere definitivamente l’operazione che riguarda Ismael Bennacer, in arrivo dopo la fine della Coppa d’Africa.

Oltre a questi movimenti la dirigenza del Milan si sta guardando intorno per cercare di consegnare al neo allenatore Marco Giampaolo una rosa capace di dire la sua in campionato per raggiungere il tanto agognato obiettivo del quarto posto, che vorrebbe dire Champions League. Ancora più difficile affrontare questo mercato per alcune valutazioni che non sembrano esattamente congrue.

Capitolo entrata: il preferito di Giampaolo per la difesa è Merih Demiral, ex Sassuolo e acquistato dalla Juventus per una cifra pari a 18 milioni di euro. La Juventus non ha urgenza di cederlo e il prezzo richiesto per liberarlo è di 40 milioni. Una valutazione forse un po’ azzardata visto il prezzo pagato, solo qualche settimana fa, per acquistarlo.

Quello che fa storcere il naso ai tifosi rossoneri sono le valutazione che vengono fatte per i propri giocatori. Il Milan ha il bisogno di vendere qualcuno e, in questo senso, gli indiziati numero uno sono Gianluigi Donnarumma, Franck Kessie e Jesus Suso. Nonostante i due anni di contratto rimasti, appare difficile pensare che uno dei migliori portieri in circolazione possa valere solo una decina di milioni in più del turco. Stessa sorte toccherebbe a Franck Kessie, valutato non più di 30 milioni di euro. Non bisogna dimenticarsi che l’ivoriano è un classe 1996 e ha dimostrato di essere un elemento di assoluto affidamento. Mentre per lo spagnolo nessuno sembra voler pagare una clausola di 40 milioni che, se ci si guarda in giro valutando alcune cifre, sarebbero decisamente meritati. Ecco i momenti salienti della conferenza di Theo Hernandez e Rade Krunic, continua a leggere >>>

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