Bonucci, un rosso evitabile e che pesa moltissimo

Bonucci, un rosso evitabile e che pesa moltissimo

L’espulsione di Leonardo Bonucci contro il Genoa assume dei risvolti che vanno oltre il mero aspetto tecnico-tattico: l’analisi

di Redazione

di Enrico Maggioni

Il capitano rossonero Leonardo Bonucci, giunto dalla Torino bianconera con l’etichetta del vincente, ha sin qui deluso le attese. Rendimento inferiore alle aspettative e proclami “social” che non hanno trovato puntuale riscontro in campo: questi gli aspetti più critici del numero 19 rossonero che domenica pomeriggio, nel momento più delicato della stagione, ha rimediato un’espulsione evitabile che lascia la squadra in 10, toccando il punto più basso della sua esperienza milanista.

Già psicologicamente fragile per il difficile inizio di campionato, il gruppo milanista è stato lasciato solo dal capitano che il V.A.R. ha richiamato alle sue chiare responsabilità: la gomitata inflitta al malcapitato Aleandro Rosi è netta e Bonucci ha abbandonato fascia a campo costringendo Vincenzo Montella ed i compagni all’ennesimo cambio di modulo e ad una gara in inferiorità numerica.

Il sospetto è che Leonardo Bonucci – e con lui la società – abbia sottovalutato le difficoltà che potevano derivare dall’impatto con un ambiente del tutto sconosciuto. Le presunte frizioni per la fascia di capitano e pretesa della maglia numero 19 hanno provocato qualche malumore nello spogliatoio, cui Bonucci ha voluto porre rimedio con un atteggiamento da leader che ha trovato poche conferme sul campo.

Le forti pressioni dovute alla necessità di fare risultato a tutti i costi e la necessità di ergersi da subito a leader di un gruppo che pare difettare di personalità hanno tolto serenità a Leonardo, il cui gesto di domenica lo costringerà ad riposo forzato – causa squalifica – per le due prossime gare di campionato, quella di stasera contro il Chievo e quella di sabato a San Siro.

Il Milan, infatti, dovrà a fare a meno del capitano proprio nel match verità contro la Juventus, ex squadra di Bonucci e crocevia definitivo per le sorti di Montella. L’auspicio è che, al rientro, Bonucci possa finalmente mostrare, con un atteggiamento più umile e meno dichiarazioni ad uso “social”, le qualità che hanno portato Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli ad eleggerlo leader indiscusso del nuovo corso milanista.

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