Biglia e Calhanoglu: il rientro dei nuovi ‘deludenti’

Biglia e Calhanoglu: il rientro dei nuovi ‘deludenti’

Contro l’Atalanta, dovrebbero tornare Biglia e Calhanoglu, i due elementi di maggiore tecnica arrivati in estate, che sin qui però hanno deluso. Contro gli orobici sarà per loro un’occasione importante

di Redazione

di Valerio Paini

Sfida fondamentale quella di sabato per il Milan che sta vivendo un momento di intensa flessione soprattutto sul piano psicologico, con la squadra sotto accusa per l’incapacità di reagire sul campo, la dirigenza presa dalle criticità sotto il profilo economico del club e il neo allenatore Gennaro Gattuso che, dopo Verona e di comune accordo con la società, ha indetto il ritiro per i rossoneri.

In questo clima difficile, reso ancora più cupo e aspro dalle parole, non di certo al miele, dell’ex patron Silvio Berlusconi, ci sono alcuni giocatori che, più di altri, cercano sul campo un riscatto definitivo per cambiare un trend che sembra impossibile da invertire, anche in considerazione del fatto che dopo l’Atalanta ci saranno altre due sfide complicate contro l’Inter, in Coppa Italia, e la Fiorentina, gara che andrà a concludere l’anno e il girone di andata.

Tra questi giocatori ci sono sicuramente Lucas Biglia e Hakan Çalhanoğlu, arrivati quest’estate e che per la loro tecnica e le loro esperienze sul campo si pensava potessero far fare al Milan il salto di qualità facendolo passare dal sesto posto ottenuto l’anno scorso a posizioni più altolocate con vista Champions League.

L’argentino è stato sin qui impalpabile: mai una prestazione convincente o di personalità, quando è stato schierato titolare non ha mai preso in mano la squadra e da subentrato ha fatto più danni che mettere ordine, con palle perse spesso banali ma in zone del campo sanguinose e una condizione fisica mai decente. Le sue presenze, solo 16, e le sue prestazioni hanno rilanciato Riccardo Montolivo e non lo hanno mai visto affermarsi.

Percorso simile per il turco che, con le attenuanti della giovane età (ha ancora solo 23 anni) e dell’ambientamento, ha fatto spesso fatica, considerando anche che non è mai stato schierato con continuità in un ruolo ben definito. Da parte sua sono arrivate solo prestazioni altalenanti, spesso sotto la sufficienza, condite però da qualche lampo estemporaneo (nelle sue 19 presenze sono arrivati 2 gol e 6 assist).

In definitiva, sembra superfluo dire come ci si aspetti da tutta la squadra un cambio di tendenza sin da subito ma soprattutto da quei giocatori che sin qui, per indolenza e scarsa condizione, avrebbero dovuto trascinare gli altri ma si sono mostrati come un peso in più per tutta la squadra. Per loro è arrivata l’ora del riscatto.

 

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