ESCLUSIVA PM – RIVERA: “Milan confuso, anche Berlusconi ha colpe. Coppa Italia unico obiettivo possibile”

ESCLUSIVA PM – RIVERA: “Milan confuso, anche Berlusconi ha colpe. Coppa Italia unico obiettivo possibile”

Pianetamilan.it ha contattato in esclusiva Gianni Rivera, storica bandiera e capitano del Milan, con 19 anni trascorsi in rossonero e 501 presenze totali.

di Luca Fazzini, @_lucafazzini
Gianni Rivera, ex stella del Milan

Per parlare del difficile momento del Milan e di Sinisa Mihajlovic, la redazione di Pianetamilan.it ha contattato in esclusiva Gianni Rivera, storica bandiera e capitano del Milan, con 19 anni trascorsi in rossonero e 501 presenze totali.

Signor Rivera, partiamo dalla crisi del Milan: cosa ne pensa di questo periodo decisamente sottotono?

“Penso quello che pensano tutti, si vede che la situazione è confusa, nel senso che la società, con l’arrivo del nuovo allenatore e di qualche acquisto, si aspettava che le cose potessero andare meglio. Siamo ancora in una situazione d’attesa. La Coppa Italia è forse l’ultima chance per raggiungere un obiettivo. Ovviamente bisognerebbe poi guadagnare un posto per una competizione in Europa l’anno prossimo, ma questo – ora -, pare piuttosto complicato.

Secondo lei di chi è la colpa?

E’ colpa di tutti. Quando una famiglia va male, tutti danno un contributo, chi più e chi meno, ma tutti sono responsabili. Chi gestisce una situazione, una parte di responsabilità ce l’ha”.

Quale dev’essere la linea guida per il futuro? Come rialzarsi?

Questo deve saperlo la società, bisogna seguire quanto dice la società. Vediamo cosa succederà, quali e quanti mezzi finanziari ci saranno, su chi si vorrà puntare.Tutto questo dipende dalla società, non possiamo certo dirlo noi che siamo all’esterno.

Che rapporti ha e ha avuto con la dirigenza?

Non ho nessun rapporto. Conosco tutti, ma non abbiamo rapporti. Tolti i primi tempi in cui la società è passata da Farina a Berlusconi, dove sono stato ancora circa un anno, poi ho capito che c’erano difficoltà di rapporti, mi è stato offerta la possibilità di entrare in parlamento e ho scelto quella strada.

Non ha mai parlato con la dirigenza per un eventuale ingresso in società?

No, da quando sono uscito non c’è mai stato rapporto.

Lei è stato capitano: cosa pensa della “sua” fascia sul braccio di Montolivo, spesso contestato dai tifosi?

Il capitano è fondamentale non tanto sul piano tecnico – che pure è importante perchè se uno è capitano deve avere anche una propria qualità sul campo – ma quello che conta è il rapporto umano che riesce a creare con i compagni, l’allenatore, la dirigenza e via dicendo. Un capitano lo diventa innanzitutto grazie alla società, ma poi anche con l’aiuto dei compagni che lo riconoscono tale. Bisogna rispettare le scelte.

Qual è la miglior coppia al Milan tra i vari Bacca, Niang, Luiz Adriano, Balotelli…?

Li conosco poco, li vedo ogni tanto, quando riesco a vedere la partita in televisione, dove osservo chi gioca. Non è che abbia molte altre notizie: non so come si allenano, chi sono, come si muovono, come si parlano, come vivono… So troppo poco per poter dare un giudizio, valuto il calciatore nel momento in cui si esprime sul campo nel momento in cui viene messo in formazione dall’allenatore.

E’ convinto da Balotelli?

Se Balotelli sta bene e sul piano del temperamento riesce a trovare il giusto equilibrio, sarebbe importante recuperarlo. Il problema che ha avuto non è un problema da poco: la pubalgia, per i calciatori, è sempre stato un male subdolo. In molti hanno smesso di giocare, oggi si può risolvere il tutto con qualche intervento chirurgico. Speriamo che sia decisivo.

Mihajlovic è la figura giusta per ripartire da zero?

Bisogna vedere che tipo di rapporto un allenatore riesce a creare dentro lo spogliatoio: è lì che si costruisce la squadra. Poi, può vincere o non vincere. Ma tutto dipende dal tipo di rapporto che riesce a creare con l’ambiente. Le dichiarazioni che vengono fatte dopo la partita sono più che altro reazioni chimiche, quindi contano quel che contano. Ciò che conta veramente è il rapporto con i calciatori: se i calciatori hanno un buon rapporto con l’allenatore, allora danno sempre un qualcosa in più. Se invece si incrina il rapporto, l’aspetto psicologico incide parecchio.

Chiudiamo col Settore Giovanile: Donnarumma a 16 anni è già titolare, Calabria ha già giocato in A, Locatelli probabilmente lo farà il prossimo anno: un azzardo o bisogna fare così?

Più ragazzi vengono dal settore giovanile e meglio è. Nel passato il Milan aveva sempre avuto un settore giovanile di altissimo livello e buona parte veniva costruita con il frutto del lavoro del vivaio. Negli ultimi anni ciò accade meno, però il fatto che si torni a credere nelle giovanili è importante, anche in prospettiva futura, quindi il portiere dà garanzie, gli altri si stanno inserendo. Speriamo che ci siano sempre più giocatori che provengano dal settore giovanile e riescano a dare ciò che devono dare in Prima Squadra”.

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