ESCLUSIVA PM – Borghi: “Vangioni operazione interessante, Mammana gran talento”

ESCLUSIVA PM – Borghi: “Vangioni operazione interessante, Mammana gran talento”

Stefano Borghi, giornalista di ‘FOX Sports’, in esclusiva per ‘Pianeta Milan’ con un proprio parere sui talenti Vangioni, Mammana, Lo Celso e Gabigol

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Emanuel Mammana, ex difensore del River Plate

In questi giorni, con la Serie A ferma per via degli impegni delle Nazionali, si susseguono, frenetici, i ‘rumors’ di calciomercato. Il Milan, che nella prossima stagione, per volontà dello stesso Presidente Silvio Berlusconi, si presenterà ai nastri di partenza del campionato con una squadra ringiovanita, ha messo nel mirino alcuni talenti argentini e brasiliani. Oltre ad aver perfezionato, con largo anticipo, l’operazione relativa all’acquisizione a parametro zero di Leonel Vangioni dal River Plate. Per una panoramica più esaustiva, quindi, sui giovani calciatori accostati ai colori rossoneri, la redazione di ‘Pianeta Milan’ ha contattato, in esclusiva, Stefano Borghi, apprezzato giornalista di ‘FOX Sports’, e grande esperto di calcio sudamericano.

Si parla molto, recentemente, dell’interessamento del Milan per Emanuel Mammana del River Plate: qual è il suo parere sul calciatore?

“È un giovane che si è già segnalato da molto tempo, pur essendo un classe 1996: è un difensore centrale di prospettiva, elegante, ed ha già vinto la Copa Libertadores nel 2015. Talvolta è stato utilizzato anche da terzino, ma, di base, resta un difensore centrale. Si tratta di un gran talento, il quale, però, deve ancora crescere e trovare continuità”.

Pensa si possa adattare sin da subito alla nostra Serie A, magari al Milan al posto di Alex?

“Bel punto di domanda. Quando si punta su un ragazzo così giovane, questo non si può sapere a priori. Si deve, però, avere la pazienza di aspettarlo, perché è un giocatore di enorme prospettiva”.

Promuove l’operazione che il Milan ha portato a termine per l’acquisto di Vangioni?

“Nel caso di Vangioni, parliamo di un profilo completamente diverso. È un classe 1987, ha già dimostrato ampiamente il suo valore e la sua forza nel calcio argentino, dove è uno degli esterni più forti. Ed ha già vinto tutto ciò che c’era da vincere. La ritengo un’operazione molto interessante per il Milan. Sulla sua adattabilità al calcio italiano, però, incideranno due fattori: il primo, è che si accinge a fare, per la prima volta, un’esperienza in Europa a 29 anni, e bisognerà vedere come si adatterà al calcio dalle nostre parti; il secondo è che nasce come ala. Fu il ‘Tata’ Martino, al Newell’s Old Boys, a spostarlo in difesa e, ancora oggi, pecca un po’ nei compiti strettamente difensivi. Per il resto, è un gran giocatore: ha gamba e corsa”.

Il Milan (così come la Roma e la Juventus) sembra interessato a Giovani Lo Celso, trequartista del Rosario Central: sarebbe pronto per un grande salto?

“Lo Celso è un profilo molto interessante, tra i più talentuosi in Argentina ma direi in tutto il Sudamerica. Anch’egli è un calciatore di grande prospettiva, ma, qualora arrivasse in Italia, dovrebbe essere ‘lavorato’ e gestito nel modo giusto. Ho l’impressione che, spesso, in Italia, non sempre si lavori sui giovani talenti nella maniera più consona, non si è bravi ad aspettarli. Il rischio è quello che si stava verificando con Paulo Dybala, giudicato per due anni un pacco mostruoso ed oggi, se non il migliore, sicuramente tra i due-tre migliori giocatori del nostro campionato”.

Lasciamo l’Argentina per passare al Brasile: cosa ci dice di Gabriel Barbosa Almeida, ‘alias’ Gabigol, accostato di recente a Milan e Fiorentina?

“Profilo interessante, calciatore tecnico, ha già segnato molti gol. Se può essere un ‘craque’ del nostro calcio? Sì, ma in Italia poche realtà sanno ben lavorare con i giovani: i top club, quelli che hanno necessità di fare risultati subito, trovano qualche difficoltà in più. Credo che per far rendere al meglio un talento in erba nel nostro calcio, bisogna mettergli a disposizione tutte le risorse possibili: una struttura di veterani, in squadra, uno staff tecnico valido ed una società solida”.

Se la sente di fare qualche nome di talento sudamericano ancora sconosciuto in grado di diventare il prossimo uomo mercato?

“Ce ne sono moltissimi, fare nomi è anche difficile perché il mare è talmente tanto vasto. Il Sudamerica è una vera fucina di talenti: se oggi le chiedo quali sono i tre migliori giocatori al mondo, certamente mi risponderà tre giocatori sudamericani. Basta essere presenti sul posto, visionare con continuità i numerosi elementi che questo continente esprime, e, da comprare, ce n’è per tutti, e per tutte le tasche”.

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