PROFILING: Ivanovic, difensore multiuso ed a buon mercato

Alla scoperta di Branislav Ivanovic, difensore del Chelsea entrato nel mirino del Milan: grande esperienza internazionale, ed in scadenza di contratto

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Branislav Ivanovic Chelsea

Nome: Branislav Ivanovic

Età: 31 (22/02/1984)

Nazionalità: serba

Ruolo: terzino destro o difensore centrale

Piede preferito: destro

Prezzo: 17 milioni (fonte: www.transfermarkt.it)

Squadra: Chelsea

Storia: Ivanovic cresce nella squadra della sua città, lo Srem di Sremska Mitrovica, debuttando con la prima squadra nel 2002. Rimane lì sino al 2004, anno in cui viene ingaggiato dall’OFK Belgrado: nella capitale serba disputa tre stagioni, dove comincia a farsi notare dagli operatori di mercato per la sua enorme duttiilità. Ivanovic, infatti, sin da subito dimostra un’ottima propensione a svolgere il ruolo di ‘jolly’, sapendosi ben destreggiare tra difesa (gioca sia da terzino che da centrale) e centrocampo. Nel 2006, per un solo milione di euro, si trasferisce in Russia dove, con la maglia del Lokomotiv Mosca, vince la Coppa di Russia nel 2007. Attira l’interesse dei principali club europei (tra i quali, in Italia, anche il Milan), ma, nel gennaio 2008, la spunta il Chelsea, che, staccando un assegno da 12 milioni, riesce a portarlo a Stamford Bridge. Gli inizi della sua esperienza londinese non sono però troppo confortanti: Ivanovic non scende mai in campo nei primi sei mesi, e chiede di essere ceduto. I Blues non assecondano la sua volontà, ed Ivanovic, con pazienza, comincia a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nelle fila del Chelsea: disputa la sua prima gara in Carling Cup, poi esordisce in Premier League e, infine, in Champions League. Diventa, da quel momento, sempre più importante nello scacchiere tattico di tutti gli allenatori succedutisi sulla panchina del club di Roman Abramovic (da Roberto Di Matteo a Carlo Ancelotti, per finire con lo stesso Josè Mourinho) e, ad oggi, è titolare fisso nella retroguardia a 4 del Chelsea: sono ben 335 le gare disputate finora da Ivanovic a Stamford Bridge, e ben 32 le reti messe a segno.

Caratteristiche: nato difensore centrale, ed abile a giocare anche davanti la difesa, Ivanovic, nel corso della sua carriera, si è specializzato a districarsi alla perfezione nel ruolo di terzino destro, naturalmente di contenimento, anche se non disdegna la spinta in fase offensiva. Forte fisicamente (alto 188 centimetri per 86 chilogrammi di peso), bravo in marcatura, regge bene l’uno contro uno sia sul piano atletico che su quello della rapidità, nonostante l’enorme mole. Sui calci piazzati a favore, è un pericolo costante nell’area avversaria. Ivanovic è un lottatore, non molla mai: costretto dalla presenza al Chelsea di ‘mostri sacri’ quali John Terry ad esiliarsi sulla fascia, ha sempre giocato, in media, almeno 45 gare l’anno, dimostrandosi, per utilità sul terreno di gioco e per carisma, un elemento quasi insostituibile per la retroguardia dei Blues.

Mercato: Ivanovic potrebbe, però, lasciare il Chelsea in questa finestra invernale di calciomercato. La difficile situazione che stanno vivendo i londinesi, con l’addio di José Mourinho e l’arrivo in panchina di Guus Hiddink, unitamente alla volontà del difensore di non rinnovare un contratto in scadenza nel giugno 2016, potrebbe accelerare il suo addio a Londra ed alla Premier League. Il calciatore, come riportato ieri da ‘La Gazzetta dello Sport’, continua, da sempre, a piacere al Milan, che potrebbe avvalersi della presenza in panchina del suo connazionale, Sinisa Mihajlovic, per convincere Ivanovic ad accettare il trasferimento in rossonero per una manciata di milioni di euro: per il Diavolo rappresenterebbe un innesto importante in una retroguardia alla ricerca di giocatori di spessore internazionale.

Curiosità: Branislav Ivanovic, che ha collezionato, finora, 82 presenze e realizzato 10 reti con la maglia della Nazionale serba, ha debuttato con la selezione maggiore del suo paese l’8 giugno 2005, a Toronto, in amichevole, proprio contro l’Italia. Quell’Italia che, se dovesse trasferirsi a Milano, sponda rossonera, evidentemente finirebbe per essere un chiaro ed evidente segno del destino.

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