Thiago Silva: “Il Milan? Il momento più bello degli ultimi 10 anni”

Thiago Silva, difensore del PSG con un passato nel Milan, ha parlato alla stampa brasiliana. Queste le dichiarazioni del centrale sudamericano

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Thiago Silva, difensore del PSG, classe 1984, con un passato nel Milan (2009-2012, 119 gare e 6 gol), ha parlato a ‘Globo Esporte‘ per celebrare i suoi dieci anni da professionista in Europa. Queste le dichiarazioni di Thiago Silva:

Sul momento più bello degli ultimi 10 anni: “Il mio arrivo al Milan. Era una squadra che potevo solo ammirare in tv. Adoravo quei giocatori, poi di colpo mi ci sono ritrovato in spogliatoio: Nesta, Maldini, Pirlo, Seedorf, Inzaghi… insomma l’intera squadra. Kakà, la colonia di brasiliani, lo stesso Pato… Quando ero bambino avevo il sogno di giocare in Europa in una big, ci sono riuscito. Ero talmente emozionato al mio arrivo a Milanello, che fu Pato ad illustrarmi tutto, a farmi fare il giro del centro sportivo, degli spogliatoi, a fare i primi test medici. E continuavo a guardarmi intorno come un bambino, osservavo le foto delle stelle e dei campioni del passato. Quel giorno mi ha segnato come giocatore. Devo tutto a Leonardo, che ha fatto un grande sforzo all’epoca affinché io vestissi il rossonero”.

Sul consiglio più importante ricevuto nelle prime settimane a Milano: “Era la mia prima amichevole con il Milan. Stavo cercando di farmi capire con gli altri e arriva Seedorf, che parlava in maniera perfetta il portoghese avendo la moglie brasiliana. Gli chiedo quale potesse essere il miglior consiglio da un veterano come lui, rispose di imparare velocemente l’italiano. Essendo il centrale difensivo, mi disse che avrei dovuto guidare il reparto e dare indicazioni al centrocampo, quindi l’italiano sarebbe stato fondamentale. In quattro-cinque mesi parlavo già la lingua, dopo sei mesi rilasciavo interviste in italiano. È stata una sensazione piacevole, anche perché quando ero bambino ricordo di un torneo in Italia, giocato ad Ancona, nel quale ascoltavo gli avversari parlare italiano e mi piaceva, anche se non lo capivo. Una volta imparata la lingua è stata una passeggiata (ride, ndr). Ora il francese è molto più difficile, sapete? Mi manca ancora tantissimo da imparare ma posso farcela”.

Sul suo trasferimento al PSG: “Esperienza unica della mia vita. È stato bello ma anche un ostacolo passare così velocemente dal Milan al PSG. Avevo dei dubbi, ma anche in questa situazione è stato cruciale Leonardo nel convincermi, insieme ad Ancelotti ed il presidente Nasser. Mi illustrarono un progetto vincente e la scelta era fatta. Sono contento di questi sei anni, ho avuto gioie, momenti negativi ma è tutto normale nella vita di un professionista. Generalmente parlando, sei anni di successi raggiunti. Ovviamente la cosa che tutti chiedono è la Champions League, ma con l’esperienza di oggi sappiamo di avere una squadra che può farcela. Anche se resta molto difficile. Credo ancora in questo progetto. Ogni anno siamo più forti, quest’anno lo siamo particolarmente”.

Sul suo futuro professionale: “Finché durerà questo amore col PSG, precisamente non lo so. Per chiunque è difficile parlare del futuro. Ho ancora un anno e mezzo di contratto. Credo che nei prossimi mesi, quando finirà la stagione sportiva, parleremo con il club per trovare la soluzione migliore per tutti”.

IL MILAN, INTANTO, PENSEREBBE GIÀ A COME RINFORZARSI IN CASO DI CHAMPIONS. PER LE ULTIME, CONTINUA A LEGGERE >>>

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