Suma: “Evidente accanimento mediatico nei confronti del Milan”

Mauro Suma, giornalista tifoso rossonero, non accetta la volontà della Uefa di rimandare la decisione alla Camera giudicante del CFCB

di Giovanni Calenda

“L’accanimento nei confronti del Milan c’è ed è evidente”. Esordisce così Mauro Suma, giornalista tifoso del Milan e coordinatore editoriale di ‘Milan TV’, nella trasmissione che conduce su RMC Sport Network, spiegando in modo sintetico tre concetti per i quali la società di Yonghong Li risulti così tanto penalizzata dalla decisione presa dalla Uefa sul mancato “patteggiamento” sul Fair play Finanziario.

Primo. “Il Milan è disposto a pagare per le passività dell’ultimo triennio ed è pronto a pagare per andare avanti con il suo progetto, che è assolutamente solido. Ho letto con attenzione la sentenza del 2015 della Dinamo Mosca e ci troviamo davanti a due casi completamenti diversi”.

Il secondo è legato alle operazioni di mercato che risulterebbero, nell’eventualità di un esito negativo, limitate: “Non c’è nessun fuggi fuggi di giocatori: hanno un contratto con una società che c’è, che ha un progetto e che ha un business plan solido. I giocatori sono un valore aggiunto per la società, in rosa ci sono 14 nazionali che sono un patrimonio del Club e la società non rinuncerà mai a loro. Il Milan va avanti, i tifosi devono fidarsi della società nonostante quello che è successo negli ultimi giorni. Il club ha pronto un piano di rafforzamento in caso di partecipazione all’Europa League e un piano di gestione nel caso in cui il Milan dovesse giocare solo campionato e Coppa Italia. Da qui alla sentenza della camera giudicante la dirigenza rossonera continuerà ad avere i suoi contatti di mercato”.

Infine, il terzo punto fa riferimento a un contesto generale, per cui l’intero sistema calcio italiano risulta penalizzato dagli organi europei: “Non so c’è una questione politica dietro a tutto, ma il rifiuto del settlement agreement arriva in una stagione in cui le squadre italiane hanno avuto diversi problemi con gli arbitri in Europa. Purtroppo il calcio italiano ha poco peso politico in Europa, c’e un diverso trattamento rispetto ai club degli sceicchi”.

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