Pagni: “I motivi del sì ad Ibrahimovic”

Luca Pagni, giornalista di Repubblica, attraverso il suo ‘Bollettino Milan’, ha così commentato le voci che vorrebbero Ibrahimovic in rossonero

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Ecco le parole di Luca Pagni, giornalista di Repubblica, attraverso il proprio Bollettino Milan, sull’ormai probabile ritorno in rossonero di Zlatan Ibrahimovic:

“Il Bollettino vuole subito ricordalo per onestà intellettuale: a suo tempo aveva scritto che vedeva più svantaggi che vantaggi nel ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan. E che sarebbe stato più utile per la squadra riportare a Milanello Thiago Silva, visto che le difficoltà del Milan sono soprattutto in difesa e molto meno in attacco.

Ma Leonardo e Maldini hanno deciso diversamente. Ed essendo stati campioni, ma anche dirigenti ormai navigati (soprattutto il brasiliano) avranno sicuramente ragione loro. Oppure, hanno in mente altre operazione – delle quali al momento soltanto si intravedono i contorni – per rinforzare la squadra, sia a centrocampo che in difesa.

Per cui al Bollettino, che vuole essere un organo di informazione che cerca – come suo primo obiettivo – di spiegare il calcio e di farlo per gli appassionati del Milan, non resta che prendere per buono il fatto che abbiano ragione Leonardo e Maldini e trovare i motivi che li hanno spinto a prendere questa decisione.

Per usare meno giri di parole: perché sono convinti che ingaggiare Ibrahimovic sia una cosa buona e giusta. Nonché utile per la squadra e fondamentale per raggiungere il quarto posto. Ne abbiamo individuati due di carattere generale e due legati ai suoi compagni di attacco.

  1. Forza fisica. Il Milan ha un deficit di “stazza” nei confronti delle squadre più accreditate. Gattuso lo ha detto chiaramente sia commentando la sfida nel derby, sia quella con la Juventus: gli avversari sembravano mediamente grandi il doppio. Ibra non ha certo questo problema, solitamente è lui che incute timori ai difensori, anche quando sono ben piazzati. Nonostante l’infortunio del’anno scorso, nel campionato Usa ha dimostrato di essere tornato in forma, con il solito campionario di gol in acrobazia.
  2. Esperienza. Non è di certo una battuta per i suoi 37 anni. Lo svedese sa come si vince, sa quando colpire, sa come scuotere i compagni. il suo apporto sarà fondamentale soprattutto contro le squadre che tendono a chiudersi a doppia mandata: le partite risolte dal Milan nei minuti finali costringono i rossoneri a sprecare energie importanti. Ibra ha sempre dimostrato che i suoi gol sono fondamentali per vincere i campionati perché segna con continuità e risolve anche le partite più ostiche.
  3. Più gol per Cutrone. Sulla carta il giovane bomber sarà il sacrificato per la panchina: Ibra non viene di certo per fare la riserva. Ma se si pone nell’atteggiamento giusto potrà imparare molto, visto che è a sua volta un giocatore che si basa molto sulla forza e a cui piace fare a sportellate. Inoltre, potrebbe segnare qualche gol in più giocando a fianco delle svedese: per marcare Ibra spesso i difensori centrali devono aiutarsi e un attaccante rapido come Cutrone può approfittare molto degli spazi che è capace di creare Ibrahimovic. Per non parlare del fatto che Ibra è in grado di mandare in gol chiunque (ricordarsi dell’anno d’oro di Nocerino).
  4. Higuain, meno responsabilità. Oramai lo si è capito: Gonzalo Higuain è troppo sensibile. L’emotività gli combina brutti scherzo, come sbagliare un gol davanti alla porta in una finale mondiale o farsi parare il rigore della “vendetta” contro la Juventus. In questi primi mesi di Milan, può aver sentito il peso di troppe responsabilità, essendo l’unico campione in forza ai rossoneri, a cui erano chiesti oltre i gol anche di rientrare a centrocampo per dare una mano alla creazione del gioco. Con Ibrahimovic queste responsabilità verranno condivise. Oltre ad avere in compagno di pari qualità e personalità. In pratica, avrà meno motivi per innervosirsi e un aiuto maggiore per giocare a calcio”. 

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