Paqueta 2020, la sfida: prendersi il Milan o finire sul mercato

Lucas Paqueta, nel suo primo anno completo al Milan, non ha brillato. Anzi, ha deluso le aspettative. Da lui ci si aspetta un 2020 di ben altro livello

di Redazione

NEWS MILAN – Di padre in figlio: spesso talenti e capacità si tramandano di generazione in generazione. Lucas Paqueta è figlio di una nazione, il Brasile, che a livello calcistico ha fatto la storia. Una bandiera, quella verdeoro, che si è sempre sposata alla perfezione con i colori rossoneri. Da un po’ di tempo però, il giallo carioca che caratterizzava il suo gioco è un po’ appassito, aprendo una serie di interrogativi. In primis, se i quasi 40 milioni spesi siano stati un azzardo.

SOLE SPENTO

Inizio di stagione poco brillante, un feeling mai sbocciato con Marco Giampaolo che gli aveva chiesto di de-brasilianizzarsi (facendolo arrabbiare) e, di recente, anche qualche panchina di troppo. Cambiare di continuo non aiuta ma questa è la situazione in cui versa il Milan attuale. Novità, forzate, che non hanno aiutato il brasiliano ad esprimersi, probabilmente anche a causa della tanta stanchezza accumulata. Paqueta è arrivato nello scorso mercato di gennaio dopo aver giocato costantemente col Flamengo. Neanche il tempo di tirare il fiato che Gennaro Gattuso lo aveva già inserito tra i suoi titolari. Come se non bastasse, a fine campionato la convocazione in Coppa America col suo Brasile (vincitore del trofeo tra l’altro). Nel torneo sudamericano Paqueta, a causa di un centrocampo a due ed una concorrenza spietata, ha giocato pochissimo, posticipando comunque le vacanze.

COUNTDOWN PER LA CONFERMA

Gattuso prima e Giampaolo poi gli hanno sempre chiesto più concretezza e meno fronzoli. Con Stefano Pioli la musica non sembra cambiata, almeno a livello emotivo. Per tre allenatori che non sono ancora riusciti a decifrarlo, c’è invece qualcuno che non ha dubbi sul suo talento. L’ex rossonero Serginho lo ha definito “il nuovo Messi. Paragone pesante che può trovare riscontro solo se Lucas avrà “più tranquillità, deve crescere, il calcio italiano è molto più difficile. Gioca come nel calcio a 5, con il pallone sotto la suola, deve passare dall’impostazione di gioco brasiliana a quello italiana”. Qui sta la sfida per il 2020 di Paqueta: piantare, con successo, l’ennesima bandiera brasiliana a Milanello oppure arrendersi. Il conto alla rovescia è iniziato.

(di Luca Villari)

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