Montella e le aspettative tradite: non era il mercato che aveva sognato

Montella e le aspettative tradite: non era il mercato che aveva sognato

Vincenzo Montella esordirà domani a ‘San Siro’ come tecnico del Milan costretto a fare di necessità virtù: quella attuale non era la rosa che avrebbe voluto

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Quest’oggi, a Milanello, Vincenzo Montella ha tenuto la sua prima conferenza stampa prepartita: domani, alle ore 18:00, a ‘San Siro’ arriverà il Torino dell’amico Sinisa Mihajlovic, ex tecnico rossonero che medita lo sgambetto alla squadra, ed alla società, alla quale è stato legato fino allo scorso aprile. Montella si è presentato all’appuntamento con i cronisti sereno, rilassato, e molto emozionato: per un ragazzo, ancora giovane, che in adolescenza ammirava il Milan di Arrigo Sacchi e tifava per Marco Van Basten, un turbinio di sensazioni sicuramente comprensibile.

Naturale che, tra la fine di giugno e l’inizio del luglio scorso, quando il Milan contattò Vincenzo Montella chiedendogli la disponibilità a prendere in mano le redini del Diavolo, la risposta non potesse essere altro che un ‘sì’ convinto. A maggior ragione perché, all’epoca, il Milan era in piena trattativa per il passaggio di proprietà da Fininvest alla cordata cinese rappresentata da Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff, e si aveva la sensazione di un’imminente chiusura dell’operazione, e della conseguente, enorme disponibilità economica del club sul calciomercato estivo. Invece … slittamenti, rallentamenti, frizioni (e rotture) all’interno della cordata cinese, hanno fatto sì che si sia arrivati al ‘signing’ (tra l’altro soltanto con una parte del consorzio, guidata dalla ‘Sino-Europe Sports’) soltanto lo scorso 5 agosto: e tutti i sogni del tecnico sul mercato sono andati a farsi benedire.

Dalle clausole contrattuali della vendita del Milan, infatti, è emerso subito un particolare: i soldi, i tanti soldi, che Silvio Berlusconi, prima di dire ‘sì’ alla vendita della sua creatura, si è assicurato che arrivassero con certezza, saranno a disposizione della dirigenza (non più Adriano Galliani, ma Marco Fassone e chiunque altro verrà deciso dall’ex direttore generale dell’Inter) soltanto a partire dal mese di gennaio. E per l’estate? Autofinanziamento, e tanta fantasia. Le aspettative di Montella, non per volere di chi lo ha portato al Milan, bensì per via di “una serie di sfortunati eventi” sono andate quindi tradite: in difesa, avrebbe voluto uno tra Mehdi Benatia e Mateo Musacchio, si è dovuto accontentare del pur promettente Gustavo Gómez; a centrocampo, avrebbe visto di buon occhio l’acquisto di Borja Valero e di un giovane promettente come Piotr Zielinski, e gli è stato recapitato lo strapagato José Sosa; in attacco, aveva dato per scontata la partenza di Carlos Bacca, con l’inserimento in squadra di una punta di movimento (Simone Zaza) e di un esterno destro vitale per il gioco, come Juan Cuadrado. Al contrario, deve fare di necessità virtù.

No, questa non è la rosa che aveva sognato, un mese e mezzo fa, Montella, per esempio ora costretto a dover ricorrere, in difesa, a Gabriel Paletta, che non più tardi di un anno orsono era stato scaricato all’Atalanta perché giudicato superfluo. In conferenza stampa, pur avendo lodato le qualità, tecniche e fisiche, di Sosa, è stato impossibile non cogliere la sottile vena ironica del tecnico allorché, sollecitato a parlare di mercato, ha dichiarato “Io avevo chiesto Iniesta, che ha la stessa età, ma non è stato possibile …”. Il rischio, concreto, di vedersi bruciare la sua grande occasione per delle promesse non mantenute, è dietro l’angolo. Spetterà al tecnico, adesso, dimostrare il suo valore, magari iniziando bene il campionato, contro il Torino, ed imparando, sin da subito, a risalire il fiume controcorrente: d’altronde, sembra sia la disciplina tristemente più in voga tra gli ultimi tecnici rossoneri.

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