L’annus horribilis di Kalinic: dal certificato medico al “no” con la Croazia

Poco meno di un anno fa, Kalinic lasciò la Fiorentina tra le polemiche. Poi una stagione negativa al Milan e ora la cacciata dalla Croazia: mesi da dimenticare, per lui e per i rossoneri

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Un fulmine a ciel sereno quello di oggi o, forse, per i più critici, una conferma. Nikola Kalinic non sta attraverso il momento migliore della sua carriera, se non il peggiore. La cacciata dal ritiro della Croazia, maturata dopo il no dell’attaccante del Milan a giocare uno scampolo di partita contro la Nigeria, è solo la punta di un iceberg che ha i suoi albori nello scorso luglio con la maglia di Fiorentina, confermato poi a marzo in rossonero, per poi quindi concludersi due giorni fa nella prima gara mondiale della sua Nazionale, con quel no che ai più sembra un’eresia. Soprattutto per chi un Mondiale lo ha sempre sognato ma non ha potuto giocarne neanche un minuto.

IL CERTIFICATO MEDICO – Dicevamo lo scorso luglio. Kalinic voleva il Milan e per riuscire a convincere la Fiorentina, non si era presentato agli allenamenti del 17 luglio, presentando un certificato medico che come motivazione portava “Emotivamente inquieto per allenarsi”. E tra lo scetticismo generale, l’attaccante croato arriva al Milan, la sua squadra del cuore, con il numero del suo idolo Shevchenko e la nomea del centravanti funzionale. Ma tra Kalinic e San Siro l’amore non è mai sbocciato. Tanti i fischi, pochi i gol, a malapena 6 in oltre 40 presenze ed un destino segnato.

E CON GATTUSO… – Se il CT della Croazia ha parzialmente difeso il giocatore parlando di un generico mal di schiena, anche la stagione al Milan non è andata liscia in termini di comportamento. Era il 17 marzo scorso e mister Gattuso notava un atteggiamento particolarmente svogliato di Kalinic in allenamento, tanto da non convocarlo per la gara contro il Chievo. E subito polemiche, poi smorzate e rientrate con il passare delle settimane. Non si può dire dunque che Gattuso non c’abbia provato. Tanti i milioni investiti e le aspettative che ora rischiano di essere bruciate in maniera definitiva.

FUTURO – Siviglia, Turchia o Cina. Queste sono al momento le uniche possibili mete dell’attaccante croato. Che con la stagione appena passata e l’ultimo colpo di testa arrivato sena scendere in campo, può aver fatto scendere in picchiata anche la sua valutazione. Il Milan vorrebbe incassare per Kalinic almeno 20 milioni, per non essere in minusvalenza, ma il Mondiale che doveva rilanciarlo si è trasformato in un boomerang. Per tutti. E per il bene di tutti, cambiare aria sarebbe la soluzione ideale se non necessaria. E i social, intanto, non perdonano….

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