Italia, Chiellini: “Bonucci è un fratello. In Spagna si giocherà sugli episodi”

Giorgio Chiellini, difensore della Juventus e della Nazionale Italiana, ha parlato in conferenza a Coverciano: tra gli argomenti, l’amico Leonardo Bonucci

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Il 33enne difensore della Juventus e della Nazionale Italiana, Giorgio Chiellini, ha parlato da poco in conferenza stampa a Coverciano, ritiro degli azzurri di Gian Piero Ventura, toccando vari argomenti, tra cui la partenza dell’amico Leonardo Bonucci per il Milan. Qui tutte le dichiarazioni più importanti del centrale livornese:

Sul piacere di ritrovare Bonucci in azzurro: “Fa piacere tornare insieme a Bonucci. Abbiamo condiviso tanti momenti anche fuori dal campo, tutte cose che poi portano ai risultati. Non so se siamo mai stati la difesa più forte del mondo. Ciò che conta è la squadra; se abbiamo fatto bene è perché le squadre ci hanno aiutato a mettere in luce le nostre caratteristiche”.

Sulla gara del 2 settembre contro la Spagna: “Avrà un atteggiamento diverso rispetto all’Europeo. A giugno si era chiuso un ciclo, adesso ci sono tanti ragazzi che hanno dato nuova energia. Sarebbe sbagliato aspettarsi la Spagna di Parigi, ce l’aspettiamo più viva. Da parte dell’Italia occorrerà una partita di grande spessore. Bisognerà fare una partita da grande squadra, se poi riusciremo a vincere tanto meglio. L’importate è andare al Mondiale e fare un grande Mondiale. Se poi ci arriviamo agli spareggi o meno, non se lo ricorderà più nessuno. Certo, sarà difficile andare in Spagna e vincere 0-3, sarei contento già di rimanere in partita fino alla fine. Comunque, se facciamo una grande partita, in Russia ci arriviamo. A parte la finale di Kiev, contro la Spagna sono state gare sempre equilibrate e tattiche. Siamo due culture che fanno delle belle battaglie. Non mi aspetto di vincere 3-0 né di perdere 3-0. Sarà decisa dagli episodi”.

Sull’accoglienza dello stadio ‘Bernabéu’: “E’ bello, ma quando giochiamo non lo senti neanche, solo quando la palla esce fuori, sei talmente concentrato che fai fatica a percepire. ne trovi anche di più caldi in Europa”.

Sul morale della Nazionale italiana: “Sarebbe bello avere lo spirito di Montpellier dell’estate scorsa, ma non è facile vedendosi una volta al mese. Mi auguro che lo si possa ritrovare in Russia, ma c’è bisogno di giorni da passare insieme. Dobbiamo uscire dal campo consapevoli di essere una squadra forte e di aver fatto una tappa importate per la crescita, perché sarebbe un peccato uscire ridimensionati. E’ questo che non vogliamo. Poi entrerà in gioco anche la fortuna.”

Sull’ex compagno di squadra alla Juventus, Álvaro Morata: “E’ eccezionale ed ha ancora ampi margini di miglioramento, segna in tutti i modi. E’ un giocatore incredibile, che vale i soldi che hanno speso per lui. Se ha spazi è devastante, ma non gli piace tanto giocare spalle alla porta. Rispetto a quando arrivò è un altro giocatore. Non credo che si lasci intimorire da noi”.

Sulla condizione fisica degli azzurri: “Non vedo grande differenza con quelli che hanno cominciato la stagione dopo di noi. Dagli allenamenti e dalle partite non l’ho percepita”.

Su Federico Bernardeschi: “Gonzalo Higuaín aveva fatto 37 gol ed è partito con gradualità, Federico fa quello che gli viene chiesto. Deve lavorare, avrà il suo spazio, crescerà, è successo a gente più vecchia con un curriculum più importante. Nella seconda parte della stagione potrà essere determinante per noi. Con le sue qualità può essere devastante. Con tutto il rispetto è diverso giocare alla Juve rispetto alla Fiorentina. Dell’ultima Under 21 forse è stato il migliore, può scrivere pagine importanti”.

Sulla finale di Champions League di Cardiff: “Non ci pensiamo, ne abbiamo tante altre di partite da vendicare con la Nazionale. Alla Juve ogni anno bisogna cambiare sia per motivi anagrafici che per altro. Siamo abituati. Abbiamo speso tanto per arrivare a Cardiff, era normale avere ora qualche ruggine in questo inizio di stagione”.

Sull’addio alla Juventus di Bonucci: “La mattina che ci siano trovati me l’ha annunciato, quello che dovevo dirgli l’ho detto a lui. E’ stato più che un compagno, più che un amico. Poi si rimane fratelli. La cosa più bella vedere i pregi e i difetti di ciascuno, non bisogna focalizzare le cose negative, ma vedere il meglio. E vogliamo continuare a farlo. Le scelte possono essere condivisibili o meno, ma qualche anno smetteremo tutti e sarà giusto portarsi dietro il bello. Höwedes e Bonucci? Sono completamente diversi, sarebbe stato sbagliato cercare uno come Leo, o come Pirlo, Vidal o Pogba. Devi trovare un equilibrio che porti la squadra a migliorare. E l’abbiamo sempre fatto. Il prossimo ci sarà l’addio di Buffon, il portierone, ma giocheremo uguale con un grande portiere come Szczesny. In generale nel calcio italiano stanno giocando più giovani e si fanno trovare pronti”.

Sull’utilizzo dei social ed i possibili insulti: “Ci ho fatto l’abitudine e non li sto a leggere. Qualsiasi cosa mette uno, trova chi lo insulta. Se parliamo di un mondo ideale, non sarebbe giusto, ma quanto capita sui social non mi dà fastidio. Se invece mi accadesse in giro con la famiglia fuori, ci sarebbe da fare da far capire com’è la vita reale. Io non ci faccio caso. Non leggo un insulto senza sapere neanche chi sei”.

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