Calciomercato Milan – Saldo acquisti e cessioni: ecco l’impatto a bilancio

Il Milan è in pieno calciomercato: tra giocatori arrivati, ceduti e possibili acquisti, facciamo il punto della situazione in casa rossonera

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – La sessione estiva di calciomercato chiuderà il prossimo 2 settembre eppure il Milan è già stato molto operativo. Il direttore tecnico Paolo Maldini, il Chief Football Officer Zvonimir Boban ed il direttore sportivo Frederic Massara si stanno dando da fare per consegnare a Marco Giampaolo una rosa competitiva in vista della stagione ormai alle porte.

Il tutto, cercando di rientrare, gradualmente, nei parametri del Fair Play Finanziario UEFA: il Milan, visto il ‘consent award’ siglato con Nyon, e certificato dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna, che ne ha sancito l’esclusione dall’Europa League 2019-2020, teoricamente potrebbe anche non attenersi rigidamente ai paletti UEFA ma, nell’ottica di un pronto ritorno nelle competizioni europee, è doveroso che la società si riallinei nei parametri di una gestione virtuosa.

Tanto per cominciare, il club di Via Aldo Rossi sta operando una politica di risparmio sugli ingaggi dei calciatori. Possiamo, per ora, tracciare soltanto un quadro generale della situazione, non avendo ancora in mano le cifre ufficiali, ma, rispetto al bilancio 2018-2019, possiamo affermare che, al momento, il Milan sta risparmiando circa 15 milioni di euro soltanto sugli stipendi al lordo.

Escono, infatti, dai conti quelli di Tiémoué Bakayoko (5,5 milioni lordi), Andrea Bertolacci (3,7), Riccardo Montolivo (4,6), Ignazio Abate (4,2), Cristián Zapata (3,1), José Mauri (2,6), Patrick Cutrone (1,8), Stefan Simic (550mila euro). Totale risparmi sul monte ingaggi lordo da 26 milioni di euro. Al contempo, sono stati inseriti in organico finora cinque nuovi acquisti: Theo Hernández (2,55 milioni lordi di ingaggio annuo), Rade Krunic (1,9), Rafael Leao (2,55), Ismael Bennacer (2,4), Léo Duarte (1,55). Totale degli ingaggi annui al lordo dei nuovi innesti, quasi 11 milioni di euro.

Gli ingaggi al lordo di Theo Hernández, Rafael Leao e Léo Duarte sono stati calcolati con le nuove norme del Decreto Crescita, il quale prevede che, per un calciatore professionista che si trasferisce in Italia in quest’estate (con residenza fiscale dal 2020), il club italiano applichi le ritenute sull’imponibile ridotto del 50% con un contributo, minimo, dello 0,5% in più. Praticamente un’inezia. Non riteniamo sia un caso, quindi, che il Diavolo stia guardando più al mercato estero che a quello interno.

Altro dato da sottolineare, poi, è come il Milan, sotto la gestione del fondo Elliott Management Corporation, in questa sessione abbia già speso, bonus inclusi, già ben 92 milioni di euro per gli acquisti, così ripartiti: 20 milioni Theo Hernández dal Real Madrid, 8 milioni Rade Krunic dall’Empoli, 35 milioni Rafael Leao dal Lille, 18 milioni Ismael Bennacer dall’Empoli, 11 milioni Léo Duarte dal Flamengo. Spesa eccessiva? No, anzi, una spesa ampiamente sostenibile per le casse del club meneghino.

Questo perché, nel bilancio 2019-2020, ciò che conterà, prevalentemente, non sarà tanto il costo del cartellino dei calciatori, ma le singole quote annue di ammortamento del valore dello stesso. Proprio per questo il Milan sta operando una politica ben precisa in sede di calciomercato, mettendo sotto contratto i giocatori nuovi, possibilmente giovani, per cinque anni: così facendo, la società ‘spalma’ o, per meglio dire, diluisce nel tempo il peso a bilancio del cartellino di ciascuno di loro.

Si evince, dunque, che nel prossimo bilancio i nuovi acquisti, detto del risparmio sul monte ingaggi di cui sopra, peseranno per soli 18,4 milioni di euro in più, vale a dire le quote di ammortamento annue dei cartellini di Theo Hernández (4 milioni), Krunic (1,6), Rafael Leao (7), Bennacer (3,6), Duarte (2,2). Guarda caso, cifra coperta, per intero, dall’avvenuta cessione di Patrick Cutrone al Wolverhampton, del valore di 18 milioni di euro più bonus fino ad un totale di 23-24 milioni di euro.

Entriamo, dunque, nel terzo ed ultimo capitolo della nostra analisi sui conti rossoneri parlando delle plusvalenze. Già, perché la cessione di Cutrone, oltre ad aver, in sostanza, coperto la spesa nel prossimo bilancio dei cinque acquisti effettuati finora dal Diavolo, ha avuto anche il merito di essere riportata come intera plusvalenza per le casse del club, un +18, che, unitamente alla cessione del difensore Tiago Djaló al Lille per 5 milioni di euro nell’ambito dell’operazione Rafael Leao fa salire il conteggio delle plusvalenze a +23. Molto importante, questo, in ottica UEFA, quando da Nyon torneranno a bussare dalle parti di Via Aldo Rossi per verificare lo stato di salute dei conti rossoneri.

Adesso, resta un ultimo quesito: come si muoverà il Milan in questo mese di mercato e quale margine di manovra avrà per effettuare operazioni? Sicuramente, per diminuire il saldo negativo tra entrate e uscite (attualmente -69), il Diavolo potrà cedere qualche elemento in esubero: in lista di partenza, come noto, ci sono vari giocatori, tra i quali Lucas Biglia (valore a bilancio nel 2019-2020, 6,3 milioni di euro), Franck Kessie (19,2 milioni), Hakan Calhanoglu (10,6 milioni), Ricardo Rodríguez (7,1 milioni), Diego Laxalt (10,5 milioni), Samu Castillejo (15 milioni) ed André Silva (20,4 milioni).

Va altresì sottolineato che qualsiasi giocatore venga ceduto oltre la cifra indicata tra parentesi, oltre ad abbattere un po’ il saldo negativo tra entrate ed uscite, possa contribuire ad incrementare la quota delle plusvalenze senza, per forza, dover sacrificare elementi come Gianluigi ‘Gigio’ Donnarumma o Jesús Suso. In più, la dismissione di questi calciatori potrebbe contribuire ad un ulteriore risparmio in bilancio sugli stipendi al lordo, nella fattispecie 6,5 per Biglia, 4 per Kessie, 4,6 per Calhanoglu, 3,9 per Rodríguez, 3,1 per Laxalt, 2,2 per Castillejo e 3,7 per André Silva.

Al di là di questo, il Milan potrà operare ancora in entrata sfruttando, in maniera intelligente, proprio i quasi 5 milioni di euro ricavati dalla cessione di Tiago Djaló (poco di meno, visto il costo del suo cartellino, 500mila euro, ammortizzati per soli 6 mesi prima della sua cessione a titolo definitivo) per poter pareggiare una quota di ammortamento annua, per ipotesi, di un calciatore del valore di 25 milioni di euro che firma un contratto di cinque anni per il Milan. Oppure, nel caso in cui il Milan decida di scambiare André Silva con Pietro Pellegri nell’ambito di un’operazione con il Monaco, per chiudere velocemente la trattativa per Ángel Correa con l’Atletico Madrid.

Come? Presto detto: ipotizzando che André Silva e Pellegri prendano lo stesso ingaggio, che vengano scambiati alla pari e valutati da entrambi i club 30 milioni di euro, il Milan, pur mantenendo il saldo entrate/uscite in negativo di 69 milioni, ricaverebbe 9 milioni di euro di plusvalenza e poco più (ed il totale salirebbe a +32 …); al contempo, inserirebbe a bilancio, come quota di ammortamento annua del cartellino di Pellegri, 6 milioni di euro. Totale di utile, 3 milioni di euro. Cifra che, unitamente ai 5 di Tiago Djaló, darebbe 8 milioni di euro di margine di manovra economica ai rossoneri.

Quegli 8 milioni che, moltiplicati per 5 anni, fanno i 40 della valutazione data dal Diavolo a Correa. Anche dando all’argentino un ingaggio molto alto (4 milioni di euro netti, 5,1 lordi calcolando con il Decreto Crescita), il club avrebbe comunque, alla fine, risparmiato 10 milioni di euro netti sul monte ingaggi totale rispetto lo scorso anno.

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