Bilancio Milan: nel 2012 gli ultimi conti sostenibili. Poi il disastro

Nell’estate 2012, con le cessioni di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva al PSG, il Milan chiuse il suo bilancio in sostanziale pareggio. Da lì, solo rosso

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Il Milan ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2019 con un passivo, consolidato, da record: 146 milioni di euro. Ma come si è arrivati, nel tempo, ad un disavanzo del genere? ‘Gazzetta.it‘ ha ricordato come l’ultimo bilancio concluso in sostanziale pareggio, con un rosso di neanche un milione di euro, fu quello del 2012, che si concludeva il 31 dicembre dell’anno in corso poiché si faceva coincidere con la chiusura di quello della Fininvest di Silvio Berlusconi.

Il Diavolo andò in pareggio poiché si privò di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva, venduti al PSG per 63 milioni di euro in totale (21 lo svedese, 42 il brasiliano). Fu la prima volta che, al Milan, si presentò in termini drastici il problema di non appesantire i conti. In parole povere: Berlusconi aveva iniziato a capire che solo con le proprie forze e i propri investimenti, non sarebbe più riuscito a tenere il passo delle big d’Europa.

Dopo, il passivo di bilancio, per il Milan, è stato una costante: poco più di 15 milioni nel 2013, oltre 90 nel 2014, 89 nel 2015 fino ai 74,9 datati 31 dicembre 2016, ovvero l’ultimo esercizio totalmente ascrivibile alla gestione di Berlusconi. Dopo il subentro di Yonghong Li va registrata una semestrale al 30 giugno 2017 con una perdita di circa 32 milioni, mentre il primo bilancio “firmato” dai cinesi è stato il tristemente celebre -126 milioni. Ed ora si va verso un incontro con la UEFA: per i dettagli, continua a leggere >>>

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