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Milan, arrivano i soldi cinesi: non fare l’errore dello United

Adriano Galliani, ex dirigente del Milan (credits: GETTY Images)

La cessione ai cinesi del 70% del Milan è quasi cosa fatta. Per il mercato ci sarà un budget importante, ma occhio a non fare come il Manchester United.

Stefano Bressi

La trattativa per la cessione del 70% del Milan alla cordata cinese è prossima alla conclusione. Tutto procede per il verso giusto e Silvio Berlusconi sembra si sia convito a passare la mano. Entro metà giugno si dovrebbe giungere alla firma che consentirebbe al Milan di operare sul mercato con i fondi messi a disposizione dai nuovi proprietari d'Oriente.

La cifra di cui disporrà Adriano Galliani (che condurrà in ogni caso la prossima campagna acquisti), con ogni probabilità, sarà davvero da rimanere a bocca aperta. Si parla di un minimo di 150 milioni, fino ad arrivare a 300. Ovviamente sono solo voci, ma di certo poi nella realtà dei fatti non ci si discosterà troppo. Con un budget di questo tipo sarebbe davvero possibile rifondare la squadra acquistando giocatori di livello internazionale e magari puntando su qualche giovane talento.

Ma attenzione, spendere tanto non sempre è la soluzione. Guardare in casa Manchester United per credere. I Red Devils non vincono dalla stagone 2012/13 la Premier League e dal 2007/08 la Champions League, eppure nel corso delle ultime campagne acquisti hanno speso davvero in modo esagerato. Solo in questa stagione gli inglesi hanno sborsato circa 150milioni (solo per i trasferimenti, senza considerare gli ingaggi). Due anni fa sono stati più di 200 i milioni spesi sul mercato. Tre stagioni fa, quasi 100. Insomma, circa 500 milioni in tre anni. Senza vincere nulla.

Lo stesso Milan, lo scorso anno, ha speso intorno agli 80 milioni, per arrivare poi settimo. Per quanto il calciomercato, ormai, presenti dei prezzi fuori dal normale, sarebbe meglio gestire un patrimonio come quello che probabilmente avrà a disposizione il Milan con più accuratezza. In fondo, per esempio, sarebbe bastato investire 20 milioni, invece che su Andrea Bertolacci, su un centrocampista di qualità superiore (e ce n'era sul mercato), per vedere un Milan sicuramente più competitivo.

Galliani è un dirigente con un'esperienza trentennale e di sicuro non ha bisogno di ricevere consigli, ma ritrovarsi con così tanti soldi dopo anni di "se non esce nessuno, non entra nessuno" o di "parametri zero" potrebbe rappresentare un contraccolpo che rischia di causare qualche operazione inutile e a costo troppo elevato. Insomma, adesso i soldi ci saranno, niente più scuse. A fine mercato il Milan dovrà essere una squadra nuova, stavolta davvero.

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