Juve-Milan, mercati a confronto: chi ha speso più negli ultimi 5 anni?

Riparazione o peggioramento: queste le due pieghe che il mercato di gennaio può prendere. Vediamo come sono andate Milan e Juventus nelle ultime sessioni

di Renato Boschetti, @RenaBoschetti

Riparazione o peggioramento. Sono queste le due pieghe che il mercato di gennaio può prendere. Spesso i quasi 30 giorni di trattative sono contraddistinti da affari e movimentazioni accorte, misurate  e non ecclatanti per non correre il rischio di  stravolgere quanto di positivo si è ottenuto con la programmazione estiva e con la prima parte di stagione.  

Se l’attuale sessione per i rossoneri si delinea sulla base dell’autofinanziamento (si compra se si vende) con l’acquisto in prestito oneroso di Gerard Deulofeu a 700 mila euro e altre operazioni di scambio alla pari di giocatori ancora da delineare, il mercato a Torino ha già visto uscire circa 30 milioni di euro totali (tra prestiti onerosi, obblighi di riscatto futuri e altri tecnicismi) con gli acquisti di Rincòn dal Genoa e di Caldara dall’Atalanta, il quale però arriverà in bianconero dalla stagione 2018-2019.

La sessione invernale juventina dell’annata passata, invece, aveva visto un solo affare concluso, ovvero quello di Mandragora acquistato a 6 milioni di euro che però  trascorse più tempo in infermeria che in campo, mentre sulla sponda milanese era tornato Kevin Prince Boateng, a parametro zero svincolatosi dallo Shalke 04, senza però lasciare il segno. Anche in questo caso, una forbice di spesa decisamente diversa.

Nella stagione 2014-2015 il mercato di riparazione rossonero aveva portato a Milanello ben sei giocatori, ovvero Paletta, Suso, Antonelli, Destro, Bocchetti e Cerci. Spesa totale per le casse rossonere: poco più di 9 milioni di euro tra cartellini e costo dei prestiti, con i primi tre giocatori che attualmente costituiscono parte dello zoccolo duro della squadra di Montella. In quell’anno a Torino, invece, era stato riscattato Daniele Rugani dall’Empoli per 5 milioni (un affare per il futuro) ed era arrivato Alessandro Matri in prestito proprio dal Milan (decisivo con il suo gol nella finale di Coppa Italia vinta dalla Juventus).

Andando ancor più a ritroso, il mercato di riparazione della stagione 2013-2014 a Torino portò un sole nome, ovvero quello del talentuoso ma ribelle Pablo Osvaldo in prestito secco, il quale ebbe un minutaggio molto ridotto. A Milano, invece, arrivò Adil Rami per circa 4 milioni di euro tra prestito e obbligo di riscatto dal Valencia, insieme a Michale Essien e Keisuke Honda a titolo gratuito e Adel Taarabt in prestito secco. Acquisti che non aiutarono a salvare una anonima stagione conclusa all’ottavo posto.

La sessione invernale più costosa per il Milan fu quella precedente, ovvero quella del 2012, che vide l’acquisto di Mario Balotelli dal Manchester City per 20 milioni di euro, di Kèvin Costant a 8 milioni, di Bartosz Salamon per 3,5 e di Cristian Zaccardo a titolo gratuito, svincolatosi dal Parma. A Torino arrivarono, invece, Federico Peluso per 1 milione poi ceduto al Sassuolo e il francese Nicolas Anelka, a fine carriera rientrato dall’esperienza in Cina che a Torino registrò solo sue presenze.

Marco Baston

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