MILAN: 3cose che non vanno

MILAN: 3cose che non vanno

Dopo la scialbo pareggio contro il Carpi, sono diverse le cose che non vanno in questo Milan. Analizziamole nel dettaglio.

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Gioco

M'Baye Niang, attaccante del Milan
M’Baye Niang, attaccante del Milan (credits: GETTY images)

Siamo a dicembre inoltrato eppure sembra Ferragosto. Non certo per il clima, quanto per il gioco espresso dal Milan, con giocatori che sembrano conoscersi da quattro giorni, invece che da quattro mesi. Mancano gli automatismi, che si stanno vedendo invece nelle altre grandi squadre, Fiorentina e Napoli su tutte, ma anche nella Juventus, che sta cominciando a venire fuori come squadra vera. Cosa che non è il Milan. Non appena gli avversari chiudono gli spazi e alzano il pressing, il Milan va in crisi di gioco. È successo contro il Carpi, ma anche contro l’Atalanta e il Torino. Nel momento in cui c’è poco tempo e spazio per organizzare le azioni offensive, il lavoro in allenamento dovrebbe manifestarsi, ore passate ad esercitarsi sugli stessi movimenti e a mandare a memoriagli schemi. È chiaro invece che il Milan non sappia cosa fare. Come l’anno scorso con Menez, quest’anno si cerca in Bonaventura il guizzo che possa scardinare le difese avversarie. Bonaventura però, per quanto sia bravo, non è Messi. Ha bisogno di una squadra. Ha bisogno di un gioco. Che al momento, purtroppo, non c’è.

Federico Graziani

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