UN CARONTE ROSSONERO: TRAGHETTARE LA SQUADRA A FINE STAGIONE

UN CARONTE ROSSONERO: TRAGHETTARE LA SQUADRA A FINE STAGIONE

CHIARA DE LUCASembra quasi di vederlo, il povero Pippo all’Artemio Franchi  in tutta la sua smagrita figura, dopo il secondo gol dei viola, quello di Joaquin che ha condannato il Milan all’ennesima sconfitta (l’ottava in campionato) pensare tra se e se: nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, che la retta via era smarrita. Perché è proprio la perdizione il problema principale, sembra che i rossoneri abbiano smarrito del tutto la mentalità vincente, quella che fa grande una squadra. E la beffa delle beffe? Nonostante il risultato, quello visto lunedì sera è stato il miglior Milan del 2015. Un Milan all’altezza della situazione, soprattutto nel primo tempo, quando ha collezionato ben sette corner nel giro di soli 20 minuti. Un Milan creativo che grazie a Menez e Honda ha avuto diverse occasioni, concretizzate finalmente al minuto 56 quando Destro ha messo a segno, realizzando il secondo gol con la maglia rossonera e portando in vantaggio la squadra.Ma come spesso succede, quando sembra che niente possa andare storto accade inverosimilmente il contrario: bastano due gol di testa ed il sogno della vittoria svanisce. Allora viene da chiedersi, se contro la Fiorentina la prestazione della squadra è stata positiva, a chi bisogna addebitare questa sconfitta? Il  primo ad essere chiamato in causa è proprio l’allenatore, che ora non può più toppare. Per restare fino a fine stagione deve assolutamente vincere contro il Cagliari altrimenti la possibilità che sia qualcun altro a traghettare la squadra verso la fine del campionato, diventerà sempre più concreta.Iniziano, infatti, già a delinearsi le prime ipotesi per un eventuale nome del nuovo Caronte rossonero che potrebbe sostituire quello attuale. Tra tutti spicca il nome del responsabile tecnico del settore giovanile Filippo Galli affiancato da Tassotti e quello di Cristian Brocchi attuale allenatore della primavera, che verrebbe promosso in prima squadra, sostenuto sempre  da Tassotti. In ogni caso, se dovesse essere decretato il nuovo Caronte la soluzione sarebbe scelta internamente, perché la società attualmente non ha le possibilità economiche per permettersi un altro stipendio.Ovviamente tutto questo non dipende dal risultato di una sola partita, i fattori chiamati in gioco sono molteplici. Sì, l’Europa è ormai lontana, ma il Milan è ancora salvo: non rischia di retrocedere, motivo per cui la possibilità che Inzaghi resti è allo stesso tempo alta. Affidare la squadra a terzi ora come ora, oltre ad essere un rischio, dato che in passato è già accaduto e come i fatti dimostrano l’esito non è stato dei migliori, sarebbe anche mortificante per i giocatori e per la dirigenza stessa. Insomma, in uno scenario di contrappasso dantesco, Inzaghi deve sperare che non gli verranno recise le mani, che non sarà esonerato prima del termine della stagione, proprio come è accaduto in passato al suo collega Seedorf.Chiara De Luca

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