SARRI, SCHIAFFI AL MILAN: “VECCHI E IN PANICO”-ECCO PERCHE’ HA RAGIONE

SARRI, SCHIAFFI AL MILAN: “VECCHI E IN PANICO”-ECCO PERCHE’ HA RAGIONE

Maurizio Sarri (fonte foto: www.gianlucadimarzio.com)
Maurizio Sarri (fonte foto: www.gianlucadimarzio.com)
Lezione di gioco e stile per il Milan ieri a San Siro. Alla cattedra Maurizio Sarri, tecnico dell’Empoli. I toscani avevano avvisato che sarebbero arrivati a San Siro senza paura e per imporre il loro gioco e così è stato. Un primo quarto d’ora schiacciante dove il Milan non è riuscito nemmeno ad uscire dalla sua metà campo ed è stato sommerso dai fischi dei suoi tifosi. L’Empoli crea, domina a centrocampo e sorprende con la velocità di Mario Rui pescato più volte da un Valdifiori che gioca a memoria. L’Empoli è tutto ciò che il Milan non è: intraprendete, coraggioso ma anche attento. I meccanismi imposti da Sarri alla squadra funzionano a meraviglia, l’unico limite della squadra è un attacco che non concretizza. Il Milan è stato invece sottotono e fortunato nel chiudere il primo tempo in vantaggio. Ma soprattutto, come sottolineato da Sarri nel post-partita, è una squadra vecchia e stanca, che è terrorizzata quando deve scendere in campo. “Preferisco puntare sui giovani italiani che sui 33enni” un messaggio chiaro ad un destinatario altrettanto chiaro. La squadra che ieri Inzaghi ha messo in campo aveva un’età media di 28.9 anni nella quale il reparto difensivo (con i 34 anni di Diego Lopez ed i 32 di Alex) è il reparto più ‘anziano’, mentre ad abbassare la media sono i 24 anni di Mattia Destro. Dell’undici schierato da Sarri, invece, ben 8 giocatori erano nati dopo il ’90 e 4 di questi sono italiani (Sepe ’91, Tonelli ’90, Rugani ’94 e Pucciarelli ’91). Una media di età per i toscani pari a 25,6 anni, alzata dai 36 anni di Maccarone e dai 33 di Croce. Milan ai giovani italiani è il motto di Berlusconi per il futuro, ma per ora solo Destro si salva.

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