PM – MILAN, TELEFONATA BERLUSCONI-SEEDORF. IL RETROSCENA

PM – MILAN, TELEFONATA BERLUSCONI-SEEDORF. IL RETROSCENA

Fonte foto: http://www.lapresse.it/
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Una telefonata ti allunga la vita, recitava una vecchia pubblicità. Peccato sia arrivata soltanto adesso, verrebbe da pensare. Chissà quante volte Clarence Seedorf avrà fissato quel telefono, muto, aspettando quella chiamata, mai arrivata. Era il momento di massima pressione: dopo un buon girone di ritorno, il Milan aveva fallito anche l’obiettivo minimo di un piazzamento in Europa League, beffato da Parma e Torino. Fuori la tempesta tirava forte già da tempo: spogliatoio spaccato, una parte della dirigenza contro, qualche attrito sparso qua e là, anche con la stampa.Nonostante questo, l’olandese era certo di poter restare al Milan, di aprire un nuovo ciclo, di poter fare piazza pulita e di ricominciare. A modo suo. Era certo che Silvio Berlusconi avrebbe mantenuto, malgrado tutto, la parola data. Per il Milan si era ritirato anticipatamente dal calcio, aveva detto sì a subentrare in corsa, con giocatori e staff non scelti personalmente. Aveva accettato ciecamente fiducioso, in nome di un progetto.Eppure, lo sappiamo tutti, le cose andarono diversamente. Quella telefonata che avrebbe potuto allungargli la vita e la carriera da allenatore del Milan non arrivò mai. Anzi, calò il gelo. Da parte del presidente nessuna notizia, rapporti rotti, qualche frecciata. Le strade si separarono e l’attrito divenne contrasto, anche legale. Quasi un anno dopo, ecco però l’inaspettato e clamoroso contatto. Squilla il telefono e chi è? Ciao Clarence, sono Silvio Berlusconi. Dopo Milan-Atalanta, Berlusconi ha chiamato Seedorf. Da quello che abbiamo raccolto, la telefonata c’è stata per davvero. Lo possiamo affermare con certezza. Sul contenuto non possiamo sbilanci oltre uno scambio di vedute e cortesie.Perché quella telefonata? Ufficialmente per riallacciare i contatti, mitigare l’amarezza per quell’esonero e spiegarne le motivazioni, ma soprattutto le modalità. Cosa ci sia dietro quella telefonata, non si sa. La semplice volontà di riallacciare i contatti o qualcosa di più? Certo, il momento è sospetto. Inzaghi è sulla graticola, la squadra continua a non convincere, il gioco è inesistente. Possibile che Berlusconi richiami Seedorf? Difficilissimo, ma non impossibile. Lo scrivono oggi anche la Repubblica e Gazzetta. Perché? Perché Seedorf è ancora un allenatore stipendiato dal Milan e perché forse – tolte le magagne interne – non aveva tutti i torti sulle potenzialità della rosa e sulla valutazione di una parte di spogliatoio. E – forse – qualcuno in società se n’è accorto.Sia chiaro: l’olandese non ha alcuna voglia di tornare al Milan adesso, in queste condizioni. Così come non ha nessuna fretta di tornare in panchina. Quei soldi, per orgoglio e per principio, li vuole tutti. Occhio però, perché è ancora un dipendente-Milan e, se dovesse essere richiamato, non potrebbe dire di no, altrimenti la rottura del contratto (unilaterale e unicamente a vantaggio del club) sarebbe istantanea. Quindi che si fa? Su questo non c’è certezza. Solo Berlusconi, in questo momento, ha meglio definiti i contorni di questa vicenda, che col passare del tempo sta diventando sempre più grottesca.

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