PARLA INZAGHI, RISPONDONO I TIFOSI. SALVIAMO IL MILAN L’OBIETTIVO COMUNE

PARLA INZAGHI, RISPONDONO I TIFOSI. SALVIAMO IL MILAN L’OBIETTIVO COMUNE

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Federica Di Bartolomeo (fonte foto: pianetamilan.it)
Federica Di Bartolomeo (fonte foto: pianetamilan.it)
Questa volta è davvero ultimatum per Filippo Inzaghi. Una gara da non fallire quella contro il Cagliari, non si perdona più nulla al Milan e al suo allenatore. Non ci sono scelte, né alternative, il risultato può essere solo la vittoria, con uno, due, tre gol di scarto, su rigore, punizione o azione, poco importa, quello che conta è non buttar via gli ennesimi punti. E se, con dieci lunghezze di distacco da Fiorentina e Sampdoria, un successo non vorrebbe più dire Europa, un insuccesso sarebbe sicuramente fatale. Tre punti quindi per godersi serenamente la pausa campionato, prevista per il prossimo weekend, tre punti per trasformare i fischi in applausi, come ha detto Inzaghi in conferenza. Panchina che scotta, ora, più che in qualsiasi altra occasione. Tanto rammarico nelle ultime parole di Super Pippo: “Quando alleni il Milan sai a cosa puoi andare incontro. Era impossibile non pensare di soffrire, dato che si tratta della mia prima esperienza”. Cuore di tifoso emotivamente coinvolto o semplicemente di un allenatore consapevole che il proprio futuro sarà lontano da Milano? Continua tranquillo Inzaghi, ma la calma è solo apparente, si prevedono forti scossoni all’orizzonte, a partire dalla presa di posizione dei tifosi. Lasciare lo stadio vuoto per Milan-Cagliari, questo l’obiettivo, mentre sul web impazza già l’hashtag #saveAcMilan. Alza la voce il popolo rossonero: “Dovranno restare completamente soli, come ci hanno fatto sentire tante, troppe volte in questi anni”. Quegli stessi tifosi che Inzaghi in conferenza ha elogiato per non aver mai abbandonato la squadra, rispondono così al tecnico. Ma la protesta non riguarda l’ex n.9, che continua ad essere esonerato dalle colpe più gravi, si cerca piuttosto di screditare la società. Per tutte le promesse fatte e mai mantenute, ma soprattutto per aver affondato la squadra blasonata che il Milan era un tempo.Dovrebbero essere spunto di riflessione le dichiarazioni rilasciate da Mexes dopo il match di Firenze: “Ci siamo intimoriti e abbiamo subito i due gol“ Paura e timore, che si evincono non solo dalla parole del difensore francese, ma anche dall’atteggiamento con cui la squadra scende in campo e dal modo in cui affronta la gara. Segnali di una resa da cui deriva la necessità di un cambiamento radicale.Allora twitto anche io: “#saveAcMilan perché nella celebre massima di Kilpin non riconosco più la mia squadra: rosso come il fuoco e il nero? Ormai come la paura che gli avversari incutono in noi!” Federica di Bartolomeo@FedericaDB22 

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