MILAN: TUTTO RINVIATO A FIRENZE

MILAN: TUTTO RINVIATO A FIRENZE

Federica Di Bartolomeo (fonte: www.pianetamilan.it)
Federica Di Bartolomeo (fonte: www.pianetamilan.it)
Un altro pareggio, l’ennesimo. Questa volta più doloroso degli altri. Perché è un pareggio che sa di beffa, arrivato sul fotofinish della partita, proprio quando i tre punti erano già in tasca. Ci pensa Nico Lopez a rovinare il sabato sera rossonero, lui che al Milan, era già costato l’eliminazione dalla Coppa Italia lo scorso anno. Un déjà vu con la vicenda Mazzarri,  troppe infatti le coincidenze:  Verona sotto per 2 a 1, con Toni primo marcatore, Mandorlini si gioca la carta Nico Lopez, che non delude e segna il 2 a 2. Stesso posto, stesso risultato, stesso protagonista, con una sola differenza quel gol costò a Mazzarri la panchina, mentre a Inzaghi solo qualche capello bianco in più per lo spavento.Il giorno del giudizio non è ancora arrivato, non decide il Milan che rimanda tutto a Firenze. Eppure la partita con il Verona doveva essere l’ultima spiaggia. Cos’è cambiato? Le dinamiche sono poco chiare, un vertice che non c’è mai stato, un giro telefonate, un Berlusconi infuriato e un Galliani moderatore, si sa che su queste cose ci si ricama sempre sopra, la cosa certa, però, è  che Inzaghi è ancora lì. Immobile, anzi impietrito, forse con ancora negli occhi quel tabellone che segna 2 a 2. Resta Inzaghi, solo perché non ci sono alternative valide. In veste di traghettatore, si dice, ma per me è più un walking dead, perché le sue ore ormai sono contate. Raggiungere il settimo posto è l’obiettivo, come, quando e con chi non è stato specificato.  “Andiamo avanti con te ad oltranza, sta sereno e fai giocare bene la squadra, i risultati arriveranno”. Questo dovrebbe avergli detto Berlusconi al telefono, calmato da Galliani che, per giustificare i risultati, ha fatto appello ai tanti infortuni che hanno minato la stagione rossonera.Ok, gli infortuni, ma quel cambio Pazzini, Bocchetti, io non l’ho proprio capito, così come altre scelte insensate viste in precedenza. Super Pippo l’ho sempre difeso, ma è evidente che non sia ancora pronto per dirigere una “grande” squadra e lo si vede dal modo in cui gestisce le sue emozioni a bordo campo, più simile al giocatore che è stato che ad un allenatore.Nelle ultime settimane si sono fatti tanti nomi, Conte, Montella, Spalletti, Klopp, Brocchi… Brocchi, ho scritto bene? Me lo domando da sola. Per ora aspettiamo Firenze, poi… si vedrà!

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