MILAN, TOTO-PANCHINA: BERLUSCONI SENTE SPALLETTI, MA SOGNA IL COLPACCIO

MILAN, TOTO-PANCHINA: BERLUSCONI SENTE SPALLETTI, MA SOGNA IL COLPACCIO

Silvio e Barbara Berlusconi (fonte foto:qn.quotidiano.net)
Silvio e Barbara Berlusconi (fonte foto:qn.quotidiano.net)
In politica si fa il toto-Quirinale: chi sarà il nuovo presidente della Repubblica? Giochino interessante. In casa Milan, invece, vige ancora il toto-allenatore. Di nuovo, come questa estate. Chi sarà il post-Inzaghi? Come nel Monopoli, i tifosi rossoneri sono tornati al via. Senza passare dalla cassa, ovviamente.Inzaghi resta un dead man walking. Non tanto per i risultati (scarsini) ottenuti, quanto per la povertà del gioco espresso finora. La squadra non ha mai mostrato miglioramenti, è in uno stato comatoso, l’encefalogramma è piatto. E Berlusconi lo ha capito. Ed è per questo che rinuncerà ad Inzaghi. E’ solo una questione di tempo e di opportunità.Due le possibili strade da percorrere: affidarsi a un traghettatore, limitando i danni fino a fine stagione per poi scegliere il migliore allenatore su piazza, oppure aprire fin da subito un nuovo ciclo (come fatto dall’Inter con Mancini), con un tecnico libero ed esperto. E qui si entra nel campo delle ipotesi, perchè ognuno gioca le sue carte. In casa Milan ci sono ancora due teste (Barbara e Galliani) che spingono in direzioni opposte. E una che decide, Silvio Berlusconi. Tutto, quindi, può succedere.I nomi sul tavolo sono sempre gli stessi: Prandelli e Spalletti potrebbero liberarsi subito da Galatasary e Zenit, piacciono molto a Galliani e avrebbero il profilo giusto, ma non convincono in pieno Berlusconi. Il primo arriva da un doppio fallimento (Italia-Turchia), il secondo costa tanto, non vuole fare sconti allo Zenit (che a suo dire, lo ha trattato male), è restio ad accettare una panchina a metà stagione e – cosa più importante – gioca con un modulo (il 4231) che non fa impazzire Berlusconi, al momento tiepido su entrambe le candidature.Gli unici due nomi che lo scaldano e per cui sarebbe pronto a fare follie, senza esitazioni, sono quelli di Vincenzo Montella e Antonio Conte. Due opzioni difficilissime e comunque non sul mercato. Almeno, per il momento. Ma Berlusconi, stavolta, stanco di compromessi, sogna il colpaccio.Per Montella resta il problema della clausola da 7 milioni, inserita saggiamente dalla Fiorentina nel contratto. Per Conte, invece, il ‘problema’ si chiama Italia. Attenzione però a due scenari: l’ex allenatore della Juve potrebbe decidere di sdoppiarsi nel ruolo di ct e allenatore di club, oppure potrebbe addirittura lasciare l’azzurro, qualora non gli venissero accordati spazi temporali sufficienti (i famosi ‘stage’, per intenderci) per plasmare la sua Nazionale.Sullo sfondo c’è Seedorf. Ancora sotto contratto. Ipotesi difficile per come si sono lasciate le due parti, ma non impossibile. Perchè l’olandese rimane un dipendente del Milan e non potrebbe negarsi così facilmente. A meno che non intenda rinunciare ai soldi che ancora il club gli deve. Cosa, al momento, fuori discussione.

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